Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

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sabato 6 dicembre 2014

Non dovrei farlo - memory II.I - XXVI.

Non dovrei farlo.
Lo so da me.
Anche se una webfriend riapparsa recentemente da un paio di vite addietro si è particolarmente raccomandata.
Però cedo.
Non ci riesco.



Ho rivisto quella boccetta.

Ho annusato ancora quel profumo.


Ne parlavo qui.
Una settimana prima che il mostro ci dichiarasse guerra, poi vincendola.

Quel profumo è sopravvissuto perchè la mia Wiz non ne faceva gran uso.
Una donna acqua & sapone.
Il deodorante era maschile, il mio.

Oggi quel Vanderbilt lo usa nostra figlia.

La cosa mi crea un certo conflitto di interessi.

Tuttavia mi va bene.

Quasi.

Cioè, non so.

Forse.


Boh.



So che dovrei guardare innanzi a me.
Lo farò, lo faccio di già.
Ma quelle "gocce di memoria" non le posso annullare.

Siamo gocce di un passato
Che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferrabile.
Racconterò di te.
Inventerò per te quello che non abbiamo.
Le promesse sono infrante, come pioggia su di noi.
Le parole sono stanche ma so che tu mi ascolterai.
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità. 



Non ti dimenticherò mai.

Anche quando andrò avanti.


mercoledì 22 ottobre 2014

DEFCON (memory XXV).

Ho sempre parlato del 10 ottobre 2011 ma questo post mi ha riportato al 5 novembre 2010.
Quando sul referto scrissero che il "carcinoma di natura sconosciuta" era di IV livello e che "si rilevavano delle secondarietà".
Il IV livello non mi allarmò più di tanto, al momento.
Su che scala era?
Funzionava in crescendo come la Richter per i terremoti od al contrario come l'allerta DEFCON dove al 5 c'è la pace ma all'1 c'è la guerra termonucleare globale?

C'eravamo conosciuti in mezzo alle ambulanze, in tempi in cui il 118 era di là da venire.
Qualche termine medico ce l'avevamo in testa.
Ma la secondarietà mi sfuggiva.

La dottoressa parlò prima a me da solo.

I: -ok, cos'è una secondarietà?
Doc: - metastasi.
I: - capito, siamo fottuti. Ora siccome mia moglie non è scema ed il fatto che io sia qui dentro senza di lei le avrà già fatto rizzare le antenne, le dispiacerebbe spiegarlo anche a lei?

La sentenza fu letta, morte, si trattava solo di intuire la data di esecuzione della condanna e nel frattempo proteggere 3 cuccioli.



L'oncologo poi non fu mai chiaro con me, ritengo che Wiz gliel'avesse vietato, come sempre per proteggermi.
Quando a fine settembre gli posi delle domande precise, chiese il permesso a lei per rispondermi.
Glissò, tant'è che mentre io già temevo di perderla a primavera 2012, il demone dentro di lei fece crollare tutta l'impalcatura solo pochi gg. dopo.

Non seppi mai la natura del carcinoma, se ad ucciderla siano state le secondarietà od il corpo centrale (ricordando le ultime rx direi il secondo) oppure addirittura la chemio.

Non aveva/ha molta importanza.

Alla fine di tutto ricordo 2 infermiere di oncologia con gli occhi gonfi e rossi al funerale, la vicinanza molto più che professionale della nostra dottoressa.
Tutti gli altri sono spariti come lacrime nella pioggia, neanche li odio o detesto.

Chi mi/ci ha fatto del male in quegli 11 mesi è altrove.
Scrissi già che credo nel potere taumaturgico della vendetta.
Non ho cambiato idea.
Non capiterà ma se capita...




So che qualcosa sta per accadere

So che qualcosa sta per accadere

So che non passerà molto tempo

Non molto prima che te ne vada
Qualcosa sta per accadere

Qualcosa sta per accadere

Io so che una cosa buona
Deve arrivare a una fine
Ma è difficile da accettare

Mi manchi.


venerdì 12 settembre 2014

Casa? (memory XXIV)

Questi tramonti autunnali aggiungono tristezza a tristezza.
Tante cose da dire e nessuno cui dirle.
Voglia di ascoltare ma nessuno che parli.
Solita roba da qualche anno a questa parte.



Un attimo fa ero sul balcone a fumare (giuro, ci sto provando a smettere di farlo in camera) ed il solito ricordo mi ha attraversato come una folgore.

Io e lei, sigaretta e panorama.
In tempi in cui un futuro sembrava ancora probabile.
Il mio amore in vena di domande profonde, tipo... "chi sono, dove sono, da dove vengo, ma soprattutto... dove vado?"
Io: non so, amore mio, la casa per me è dovunque ci sei tu.

Non ricordo come e se proseguì la conversazione.
Forse un "mammaaaaaaaaaaa" proveniente dall'interno la troncò lì.

Comunque per ironia della sorte sarà più o meno così.
Rinnovo il proposito di darle una sistemazione decente al campo 4D ma quel rettangolo ne contiene solo le spoglie, probabilmente neanche tanto ambite dai batteri, viste le concentrazioni di metalli pesanti coi quali abbiamo cercato di trattenerla.

Poi, realizzate alcune condizioni, vedrò.

Non sono io quello importante.

Anche il terzo pezzo del mosaico si è deciso a dare una scossa alla situazione.

La tristezza di vederla andar via sarà annullata dalla gioia di guardarla provare a volare con le proprie ali.

Dovrò fare in modo di creare un posto in cui tutti e 3 possano sempre tornare ma è possibile.



Così stiamo in casa
Ed io sono al tuo fianco
E tu sai
Cosa sta succedendo dentro
Dentro il mio cuore
Dentro questa casa
Ed io voglio proprio
Lasciarlo uscire per te


Mi manchi.


venerdì 18 luglio 2014

Così fan tutti II / memory XXIII.

Qualche tempo fa su FB ho ritrovato il fotografo del 28/1/1989.
L'ho conosciuto mentre faceva il disertore l'obbiettore di coscienza in SOS Milano.
Una persona tranquilla, studiava giurisprudenza ma si dilettava di fotografia.
In effetti diventò avvocato, nessuno è perfetto.
Non ricordo se fu lui ad offrirsi o noi a chiedergli di immortalare i momenti di quel giorno.
Conoscendo la riservatezza della persona opterei per la seconda.
Il suo compenso furono il pranzo di nozze ed una cena a casa nostra.
Uscirono belle immagini.
Solo un appunto potemmo muovergli, non ci furono scatti con le rispettive famiglie in gruppo. 
Ma che importa...
Era il suo primo reportage ad un matrimonio e lavorava pure gratis, povero cucciolo.
Anzi, onore al merito.
Più di tanti parenti, colleghi e conoscenti merita un posto nel Pantheon di quello che è stato il giorno più bello della mia vita.
Invece non appare da nessuna parte.

Ma noi sapevamo che c'era e la nostra gratitudine non si è mai spenta.

www.maxspinolo.it
Ora si diletta anche come scrittore, direi con discreti risultati anche se il racconto non l'ho ancora letto.



But it don't matter
My eyes have seen...
For better
Out of blue comes green...


Ciao Apollonio! 
Grazie, per sempre, da entrambi.
(ma fatti ricrescere i baffi!)


...



giovedì 8 maggio 2014

Memory XXII, numeri ed albe.

Ci sono dei numeri che non si scordano.
Quelli vecchi di telefono, che si componevano col disco.
Saltano fuori quando meno te l'aspetti.
Magari da un contakm.
Poche ore fa, verso fine turno, rifornimento.
Inserire PIN: fatto.
Inserire km: 7363... ehi, le prime 4 cifre di casa Wiz!
Ci metto un 47 alla fine ed ecco che si torna agli ultimi tempi in cui Milano aveva ancora numeri da 6.
Me lo scrisse il 7 o l'8 luglio 1987.
Saremmo usciti insieme la sera del 9 per non lasciarci mai più.
Beh, quasi mai più.
Quel foglietto giallo, grande quanto un francobollo si infilò nel mio portafogli per uscirne solo al cambio dell'accessorio.

immagine di repertorio

Poi l'ennesima alba.
E' già chiaro anche se il sole deve far ancora capolino da dietro le montagne.
Luci già spente, dipendo dai fari ma li odio.
Il repentino aumento della temperatura crea una nebbiolina che si innalza per circa un metro e mezzo dall'asfalto e dai campi.
Continuo a recitare quel numero, come un mantra.
Cerco di ricordare quando chiamavo le prime volte...
"pronto, casa XXX? Buonasera, sono Stefano, posso parlare con Wiz?"
Altri tempi, si telefonava a casa ed era quasi come passare una dogana.

Amore mio, mia unica alba in un mondo di soli tramonti.
Il tuo, di tramonto, è stato terribile, spaventoso, doloroso, un Cristo in croce ma è stato unico.
Mentre di albe ne hai avute tantissime.
Tutte le mie.
Tutte quelle che mi portavano da te.



Grigio nastro che... mi trascina via
quest'autostrada è... è lunga una poesia
Chilometri da odiare... per poterti amare
col pensiero che... oltre i fari c'è
la stanchezza che... ti farà più mia
e la carezza che... tutto porta via.
E poi chilometri d'amore
per essere migliore
d'ogni uomo che
fosse intorno a te.
E mi sorrido un po' per il sonno e dove sto
ma con che faccia arriverò
pieno di fumo e caffè
tra poco sorpasso anche me.
Ma non passa mai, non finisce mai
e un miraggio sei, ma che cosa non farei per rifarmi con te. 

Cosa non farei
geloso un po' del tuo cuscino ,
cosa non farei per scivolarti più vicino.
E prego questa notte strana,
per te, per me, per chi si ama
che il cielo amico sia
di questa mia pazzia...


venerdì 10 gennaio 2014

Ahi, ahi, ahi, se faccio un figlio...

"Te lo ricorderai sempre, questo dolore. Ne sentirai l’eco, come lo scricchiolio delle foglie sotto i piedi. E ricorderai con precisione l’odore, il sapore della saliva amara nella bocca che sa di fiele e quella sensazione in bilico tra la speranza e la fine.
E ti appunterai sulla giacca del cuore quella sensazione, come una spilla, come un cameo. Così vicina al cuore da sentirne l’ago. Ricorderai per filo e per segno la nostalgia e la dolcezza di quello che avrebbe potuto essere, fino a quando il silenzio diventerà una nuova corazza e la spilla non pungerà più.
E quando non pungerà più sarai più forte.
Il cielo di nuovo infinito, il freddo meno freddo.
Avrai molto in meno, ma qualcosa in più.
Perché le cose belle accadono anche quando pensi che non succeda più.E sognarla è una cosa bella.
Perché cambiano più in fretta di quello che pensi. Cambiano anche se tu non sei pronto a cambiare con loro.
E i nipoti arriveranno e avranno magari gli occhi della nonna.
E ti ritrovi a gioire per una carezza inaspettata, ti ritrovi a guardare negli occhi un tizio in un tram, o a emozionarti per il volo di un uccello. Che a te gli uccelli non ti sono mai piaciuti.
E quel volo ti ricorda il salto nel vuoto che avresti voluto fare ma che ti è mancato il coraggio di fare. E ti ritrovi a pensare che il vento che ti sposta i capelli ancora ti piace e racconti a quel vento che forse sei pronto a sentire di nuovo, senza difese e a sognarla senza dolore.
Che forse ce l'ha fatta questa vita a rubarti l’anima. Che forse è stata così brava da trovare l'unico, varco ed è riuscita in qualche modo a entrarti di nuovo dentro. Ha scavalcato le ferite, passato le delusioni ed è arrivata di nuovo a te". E le sensazioni saranno dolci.
Che l'inizio di questo anno sia un piccolo passo in più verso la serenità."

Raffaella 

Questo augurio me lo scriveva la dolce Raffaella l' 8 gennaio dell'anno scorso.
Non si è realizzato nulla ma me lo tengo stretto, tornerà utile.
Spero.



Nel frattempo oggi è il 10 ma non solo il solito 10.
E' il 10 gennaio ed un sorriso questa volta scappa.

Kowalski qualche anno fa.





Ti amerò sempre. 


lunedì 25 novembre 2013

Memory XX - L'abbonamento annuale.

Eravamo freschi sposi o forse era già stato arruolato il Primo Ufficiale e leggevamo un periodico di quelli destinati alle giovani coppie e/o neogenitori.
Non ne ricordo il titolo e meno che mai la casa editrice.
"Insieme", forse.
C'era un sondaggio mensile, niente Twitter o Facebook, per esprimere la propria opinione si lasciava un messaggio in segreteria telefonica.
Tema: lasciarsi.
Argomento un po' oscuro per noi che avevamo appena mollato le vele.
Io dissi: "...mah, credo che sia meglio una civile separazione che una pessima convivenza."
Lei: "mi piace, telefona."
Fatto.
Il premio era un abbonamento gratuito per 12 mesi.
Con quest'ovvietà vincemmo.




Questa frase mi è tornata in mente quando ho saputo di un'altra coppia che non ce l'ha fatta ad invecchiare insieme.
Questa volta risparmio le recriminazioni sul fatto che noi avremmo voluto ma non ci è stato concesso.
E' andata così e basta.
Ho sempre affermato che nessuno avrebbe dovuto parametrare la sua vita sulla mia e non cambio idea.



Terrò la bocca chiusa, cambia la luna e sono in più,
non c'è che da decidersi che non funziona più. 

Farò una grossa spesa e ricomincerò.
Sarò di un'altra casa, cambio telefono e città,
gli amici da dividerci, sarà una novità,
la mia valigia pesa ma tutto non ci sta.
Prendo soltanto la mia vita con me
cambiano posto i giorni miei,
col resto fanne ciò che vuoi. 


Però un "peccato!" mi scappa.
Ho sempre amato gli happy end.

...


sabato 26 gennaio 2013

3 cime (flashback II / memory XIX)

Vabbè era un po' che non capitava.
Una volta, veramente pesante, l'anno scorso con un libro.
Oggi una foto.
Le 3 Cime di Lavaredo.

Dio, quanto le desideravi.

foto Wiz.




Era il nostro farewell tour.
Non sono riuscito a portarti più vicino.

La statale, il confine del parco ed eravamo pure dalla parte sbagliata rispetto a come si vedono nelle fotografie più belle.
E' stato già difficile attraversare la strada per bere quel caffè a 1€ e 20.

Poi ripiegato sul Lago di Dobbiaco avrai percorso si e no 200 m.
Tu che le montagne le affrontavi cantando con in braccio Kowalski e magari la Bimba per mano.




Parlammo di spargere le sue ceneri lassù.

I: "si, se è questo che desideri ma temo che dovrei farlo abusivamente, si sa che da queste parti sono un po' pignoli su certe cose, più facile disperderle nello spazio."

W: "già, poi tu faresti fatica ad arrivarci..."

I: "pure ora, figuriamoci da vecchio...."

Ecco, oggi pm di fronte ad un'apparentemente innocua immagine mi sono trovato ritrasportato là.
Io stringevo per mano il mio amore e la morte tirava dall'altra parte per portarmela via.
Ho perso.

Era solo una stramaledetta, fottutissima, merdosa foto, di un giornale perdipiù.

Ora, come si sa, non riposa all'ombra delle 3 cime ma nel fangoso campo 4D.
Però qualche sasso delle sue amate Dolomiti c'è.

la pioggia fina salta sopra i marciapiedi
noia moschina e tu tu guardi ma non vedi
che è finita e tra le dita non ci sono che fotografie



Altri testi su: http://www.angolotesti.it

Mi manchi.


giovedì 4 ottobre 2012

Memory XVII, lunedì chiuso per turno di riposo (eterno).



E' meglio accendere una candela che maledire l'oscurità 
 (Madre Teresa)


La morte non fu mai una grossa presenza nella nostra vita, per fortuna.
Portavamo nel cuore il ricordo del suo ineguagliabile papà e del cugino che fece nascere il Primo Ufficiale e di cui Kowalski inalbera il nome non a caso.
Pochi altri lutti attraversarono la nostra strada.

Un pomeriggio del 1991 eravamo miracolosamente in fuga da soli per MI, decidemmo anche per una puntata al Musocco (uno dei cimiteri della metropoli) per vedere la tomba di suo padre.
Per quel che ne so fu la prima ed unica volta per entrambi.
Ci trovammo d'accordo sul fatto di non volere la foto ma in dissenso sul cero.
Quella fiamma, chissà perchè, ha un significato per me anche se ora non riuscirei a descriverlo.
E' più una sensazione.
Per cui lei non volle che accendessi là una candela e mi diffidò dal farlo in seguito.

Tuttavia, tanto per cambiare ricordavamo quel pomeriggio  insieme con un sorriso (sono stati così rari).
Non solo perchè prima ci concedemmo una sosta alla Crota Piemonteisa dietro il Duomo (lì assaggiai per la prima volta il panino wurstel & crauti e fu amore eterno) ma perchè rischiammo di restare chiusi in cimitero.
Già, il lunedì, il camposanto è chiuso come i negozi.
Noi vedemmo i cancelli aperti ed entrammo, in realtà ci eravamo imbucati dietro un funerale.
All'annuncio della richiusura svicolammo fuori più o meno fischiettando con aria indifferente ma con passo svelto.
Ricordo anche un tratto del viaggio di ritorno, noi abbracciati sulla panca di legno di un tram dei tempi di Carlo Codega (molto vecchio, ndr) in una Milano al tramonto che sia pur raramente può regalare scampoli di poesia.
Beh, con lei sarei stato bene anche a Kabul ma tant'è.







Ora una candela accesa al campo 4D per lei c'è sempre e se piove aspetto che smetta per poterla riaccendere.
Tanto non può più protestare e non è venuta ancora a tirarmi le coperte quando dormo.
E' un lieve contrappasso che ciò che mi dona un po' di pace sia farle un dispetto.



Amore mio, stamattina ha piovuto, tra poco arrivo con l'accendino.



domenica 15 luglio 2012

Memory XVI, come una zoccola di quart'ordine.



Un paio d'ore fa ero a sorseggiare un bibita con l'amica che con me condivide dolori al cimitero di Monfalcone.
Mentre chiacchieravamo del più e del meno ci è apparso un gruppo di ragazze evidentemente intente in un addio al nubilato, chiedevano qualche moneta in cambio di biscotti o caramelle.
La futura sposa indossava un simil-velo in testa ricavato con un pezzo di tela bianca.
Le sue amiche dicevano di essere lì  per convincerla a non compiere il grande passo... ridendo...
Insieme ad O. dovevamo sembrare certamente una coppia fuori dagli schemi.
Io col mio anello lucido che dicevo alla ragazza: "si può fare, provaci!" mentre lei con la mano sx libera raccontava che la propria esperienza non era stata esaltante...
Magari neanche ci hanno fatto caso.
Però mi è ovviamente tornato in mente l'addio al nubilato di Wiz in cui l'ospite d'onore... ero io.

volevo postare Platinette ma non me la sono sentita.

Birreria sui navigli a MI.
Quella sera 2 o 3 sorelle della mia futura Sposa più qualche amica mi misero in testa una parrucca bionda e mi truccarono come una zoccola di quart'ordine.
Rifiutai di tagliarmi la barba.

Resta il fatto che nessuno se la sentì di dividerci neanche in una delle ultime occasioni in cui lei aveva ancora l'anulare sx libero.
Non ce l'avrebbero fatta.
Avevamo già progettato prima di vederci comunque dopo.

Non ho idea di come andrà la vita a quella sconosciuta ragazza.
Ovviamente spero bene.
Si, nella buona e nella cattiva sorte, in salute ed in malattia etc.
Proprio così.

Gennaio 1989 - Ottobre 2011, è stato un attimo amore mio ma molto intenso.
Ora la vita è diversa e lo sarà sempre più.
Però nel modo giusto ti amerò sempre.
Sarai la mia guida. 
Credo, penso, spero di averti amata ed onorata come ho promesso.
Cercherò la Forza per fare altrettanto con un'eventuale Nuova Compagna.


Wait & see.




sabato 2 giugno 2012

Memory XV (scherza coi fanti e lascia stare i Santi).

Foglio bianco stasera.
Nessun argomento particolare di cui parlare.
Vedrò cosa mi ispira la playlist.
Chiusi i social network.
In questo silenzio spezzato solo dalla musica mi passa anche la voglia di parlare.
Parlare.... scrivere.

2 ragazzi sono in volo fuori ed il piccolo è di là sull'altro computer a guardare un film.
Ok era previsto ed è giusto.
Ciò che non era previsto era l'assenza della chioccia.
Magari saremmo stati in 2 stanze diverse ma non sarebbero mai passati tanti minuti senza che uno si accertasse della presenza dell'altro.
Un ciao, un ti amo, un bacio.
Ora oltre Windows Media Player silenzio
Nota, mi era venuto scritto Widow Media Player.
Anche la tastiera si prende gioco di me.


In questi giorni si fa un gran parlare, spesso a sproposito, della visita dell'attuale Papa a Milano.
In una di quelle precedenti io c'ero.
Con l'SOS, allora militavo in quella di Sesto San Giovanni.
Era maggio 1983.
Il sabato giocavamo in casa, nella piccola Stalingrado, business as usual.
Cominciò a piovere quando già era tutto finito.
Proseguì per tutta notte però.
La domenica a Milano non smise quasi mai... Dio quant'acqua!
Al Gallaratese in una distesa di fango il pubblico era diviso in 4 aree di competenza.
Una specie di quadrato dove i 2 segmenti anteriori erano della Croce Bianca, quello retrostante dx alla Croce Rossa e noi di SOS indietro a sx.
Delle tende si occupava lo SMOM.
Non ricordo un gran lavoro almeno per la mia squadra però pioggia e fango, fango e pioggia.
Quando Mr. Wojtyla se ne andò uscì l'arcobaleno.
Lo interpretai come un presagio, dissi: "l'anno prossimo che torni io non ci vengo".
Fu così, ero a naja a 1500 km di distanza, più lontano non si poteva perchè dal Libano erano rientrati pochi mesi prima.
Scherza coi fanti e lascia stare i Santi.
Ops.

A fine giornata ci radunammo quasi tutti nella sede di SOS Milano, allora in via Copernico per un the caldo.
Scoprii anni dopo che quel giorno c'era anche lei, comodamente al riparo in ambulanza.
Forse mi servì uno di quei the.
Blè.
Nessuna fretta, l'avrei ritrovata pochi anni dopo e sarebbe stata tutta un'altra storia.

Una immagine mi restò impressa.
Karol Wojtyla, San Giovanni Paolo II, e Anjeza Gonxhe Bojaxhiu,  Santa Madre Teresa là lontano sul palco, lui svettava, lei così piccola ed entrambi dei giganti.
Non so se la foto che ho trovato in rete sia di quel giorno però rende.





Amore mio, se le nostre strade si sono incrociate altre volte (sappiamo che questa non era la prima) perchè hanno dovuto separarsi così presto?
Mi manchi.

domenica 13 maggio 2012

Così fan tutti. (Memory XIV)

E va bene, l'ho fatto anch'io.
Ho usato il malefico ordigno bianc'azzurro (FB) per riparlare con una compagna di classe delle superiori.
Erano i primi anni 80, Reagan e l'Impero del Male, il primo volo dello Shuttle, l'attentato a (San) Giovanni Paolo II, insomma quegli anni lì.
Poi il nulla fino a ieri.
Io lasciai le superiori al termine del II° anno, lei ovviamente terminò.
All'epoca era una bella testa, oggi è un cervello in fuga, anzi la fuga dev'essere terminata visto che da anni prospera oltremare con un marito ed una creatura.
Non solo, a giudicare dalle foto è un'altra persona che invecchia meglio di me, non è difficile questo però.
30 anni.
Tanto è durato il nostro silenzio.
La conversazione è ripresa come se invece nulla fosse.
Giusto il tempo di aggiornarsi su un paio di particolari.
Decisamente piacevole.

Un grande presidente.


Sono riuscito anche ad incassare un bel complimento:

"Ho sempre pensato che quando avresti trovato la persona giusta saresti stato un compagnio fantastico. Sei molto leale. Arriverá il momento per staccarti ed andare avanti con qualcun'altro.."

Non ho motivo di dubitare della sua sincerità quindi se ha realmente formulato questo pensiero a 17 anni tanto di cappello.






Ricordo delle dita lunghe e snodate che io, Elena e Laura prendevamo in giro ma lei così ci suonava pianoforte, chitarra e basso, noi suonavamo al massimo il citofono.
Mi passò una cassetta (il cd e l'mp3 non erano neanche un'idea) di musica classica interpretata da Maurizio Pollini, con scarsi risultati.
In fin dei conti c'era altro sul mercato.

Ecco, così Mr. Zuckerberg ha riannodato un altro filo.

E' un post "memory" questo?
Direi di si, anche se Wiz c'entra solo di striscio.
C'entra perchè oggi è la festa della Mamma.


Amore mio, madre dei nostri figli, sei stata meravigliosa.
Chiamerò la mia, non ho il coraggio di chiamare la tua.
Mi manchi.


lunedì 23 aprile 2012

Tempo scaduto (tanti auguri III - memory XIII).

Oggi sarebbe stato il suo compleanno.
Non le ho mai fatto tanti regali però qualcuno le è piaciuto.
La T.Shirt nera, prima ancora quella camicetta ed il cardigan ma soprattutto quello del 1999.
Era ormai sera, tutto il giorno in giro e non avevo raccattato uno straccio di idea.
Finchè in viale Miramare (TS) mi assale il profumo del "fritolin" (pesce & fritti anche take away ndr).
Fermo il furgone.
"Peoci a scotadeo".
A tutt'oggi credo siano le cozze con olio, limone, aglio, prezzemolo e vino bianco ma non ne sono certo.
Ricordo però che ne andava matta.
Le finanze erano quelle che erano ma 2 vaschette (con le solite locali porzioni abbondanti) saltarono fuori, c'era anche la sua mamma.
In più occasioni mi disse che fu uno splendido regalo.

el fritolin di viale Miramare (TS)

Quest'anno le porterò delle rose.
Rosse.
5, come noi.
Al campo 4D.
Già da mezzanotte il Primo Ufficiale e la Bimba le hanno postato gli auguri su FB e su Twitter.
Il mio omaggio è questo.
Su Google.
Nel mio cuore non smetterò mai di amarla ed onorarla.



Mettiamola così amore mio: resterai sempre giovane.
Oggi è comunque il tuo giorno.
Tanti auguri anche se a tempo scaduto.

venerdì 9 marzo 2012

Memory XII (garofani e musica new age).

Ieri mattina dopo aver sbrigato qualche commissione nel mondo esterno decido di spingermi fino al mercato coperto in piazza per cercare la sostituta del Croton coi giorni contati.
La signora si rivolge a me con: "la me disi giovinotto!"
I: giovinotto una volta, cercavo una piantina per mia moglie, che non siano le solite primule o viole (per fortuna non c'erano mimose in giro ndr)
S: ci sono questi garofanini profumatissimi, scelga il colore...
I: questi rosa andranno benissimo, ce ne sono solo 2 aperti ed il resto sono tutti boccioli.
S: fortunata sua moglie che ha il marito che le porta i fiori... (dice osservando l'anello splendente, l'ho lucidato da poco ndr)
I: fortunata non saprei, glieli porto in cimitero.
S: ... (ops ndt)
I: non si preoccupi, non poteva saperlo, faranno un figurone comunque, vedrà.

foto Wiz, amava i fiori.


Oggi non ci sono andato al campo 4D, dopo aver accompagnato Kowalski sono tornato dritto a casa perchè c'è la Bimba che non sta bene.
Da un'ora e mezza cerco di telefonare alla dottoressa, prima o poi troverò libero.
Nel frattempo mi sono messo a portare un po' d'ordine.
Le temperature in aumento consigliano di riposizionare le giacche a vento.
Fatto.
Solo che ho trovato anche le sue.
Scambiandosele con la piccola le ho riconosciute perchè in tasca era pieno di scontrini e c'era un accendino.
Vabbè, apro l'armadio in una parte in cui so che c'è spazio e la prima cosa che vedo è il suo abito da sposa.
Ok, finisco e poi mi prendo una pausa qui, non riesco a lavorare con gli occhi bagnati.
Pubblico e dopo mi occuperò di immondizie, sabbia dei gatti etc.
Lì ricordi non dovrei trovarne.


Il tipo della soundtrack, Kitaro, lo ascoltai tramite suo fratello.
Ci piacque tantissimo.
Passammo tante ore uno tra le braccia dell'altra con questa musica in sottofondo.
Più volte ci addormentammo con le sue melodie.
Senza volerlo ho creato un post in categoria Memory.
L'ho gia detto, quando non so dove andare guardo da dove vengo.


Amore mio, lo so che la nostra vita era meno perfetta di come la descrivo qui.
Però era la nostra e non ne avrei voluta un'altra.
Mi manchi.


mercoledì 25 gennaio 2012

Prima del 28 c'è stato il 27. (memory XI)




Rieccomi.
Turni pesanti con annesso qualche casino, l'eterna lotta contro il colpo di sonno, cercare di tenere in rotta la casa...
Vabbè però ci sono ancora.
Coi miei sbalzi d'umore,un momento sono fiducioso e quello dopo ricado nella disperazione.
Forse c'è qualche patologia con questi sintomi.
Non so.
Ci sto facendo l'abitudine.


Lei è ovviamente ancora sempre nei miei pensieri.
Però c'è una cosa che non mi fa star bene.
Siamo stati insieme quasi un quarto di secolo, cerco di ricordare i momenti felici (e ce ne sono stati tantissimi, la maggioranza) ma non ci riesco.
Oh, caspita (cazzo ndt)  ho sempre avuto un'ottima memoria ed allora perchè continuo a rivedere in loop solo gli ultimi 11 mesi, gli ultimi 4 giorni, le ultime ore, l'ultimo istante?
Non è mica giusto, non se lo merita, non me lo merito.
Spero solo sia questione di tempo, voglio tornare a ricordare quando desiderava i miei baci per passione e non quegli ultimi per alleviare il dolore.
Voglio rivederla sdraiata in un letto in modo assai poco casto e non mentre assiste rassegnata all'Estrema Unzione portatale da mio fratello.
Quindi farò uno sforzo.

Raccontarci di nuovo episodi legati a determinate date era una nostra consuetudine, aggiungere particolari, ometterne altri, differenziare i punti di vista...
L'occasione è ghiotta, siamo in zona 28/1 ed allora parlerò del 27.
Un'altra giornata che ricordavamo con tenerezza.
Il tentativo di restare soli, lontano dal turbine della cerimonia delle successive 24 ore.
A scriverlo non sembra niente di speciale e per qualche particolare dovrei chiedere a lei... ops.
Ci trovammo in mattinata, salimmo con 2 auto per lasciarne lì una. Andammo a far spesa nel supermercatino del paese per avere qualcosa in frigo il 29, ricordo anche l'acquisto di prodotti per la pulizia della casa.
70000 £ il totale.
Pranzammo da sua sorella aldilà dell'Adda.
Non esistevano i cellulari e quindi scomparimmo da tutto il parentado che ci cercava per un motivo o per l'altro.
Probabilmente passammo lì anche un pezzo di pomeriggio tra un whisky ed un caffè però ci toccò comunque fare un'apparizione a casa mia prima e da lei poi.
Non ricordo dove cenammo però ci lasciammo verso le 21.30'.
Ci saremmo ritrovati il giorno dopo alle 11 per non lasciarci mai più.
Fu una splendida giornata.
Io e lei.



Comunque si svilupperà la mia vita non ti dimenticherò mai, mia sposa, madre dei nostri figli.
Ciò che mi hai dato non andrà perduto, saprò farne buon uso.
Ti amerò ancora, nel modo giusto.

Il nostro ultimo 28/1 passò così.


venerdì 28 ottobre 2011

Memory X, il sole mi parla di te.

Casa nostra è sempre stata un casino.
Confusione, caos, disordine poi gli ultimi mesi avevano portato la barca alla deriva.
Nei giorni in cui mi/ci sono stati accanto, mio fratello, una cognata ed una nipote ce l'hanno rimessa in rotta.
Ora è presentabile.
Trafficando con l'abbigliamento salta sempre fuori qualcosa di suo.
Stamattina ho rivisto la felpa nera con cappuccio che si era portata in Alto Adige.
Poi una camicia che le avevo regalato nei primi anni 90.






Ma il tocco migliore l'ho rivisto oggi pm nel mio portafoglio.
E' un pezzo di carta grande come un francobollo.
C'è scritto il numero di telefono di casa sua.
Un numero di Milano a 6 cifre, non ne esistono più, infatti è cambiato quando sono passati ad 8. Ovviamente senza prefisso.
Solo il numero di suo pugno, io ci aggiunsi vicino in seguito il PIN del nostro primo bancomat.
Me lo scrisse l'8 luglio 1987 nel pomeriggio.
E' stato sempre con me.



Parlami come il vento fra gli alberi
Parlami come il cielo con la sua terra
Non ho difese ma
Ho scelto di essere libera
Adesso è la verità
L'unica cosa che conta
Dimmi se farai qualcosa
Se mi stai sentendo
Avrai cura di tutto quello che ti ho dato
Dimmi
Siamo nella stessa lacrima, come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni
Ascoltami
Ora so piangere
So che ho bisogno di te
Non ho mai saputo fingere
Ti sento vicino
Il respiro non mente
In tanto dolore
Niente di sbagliato
Niente, niente...
Siamo nella stessa lacrima, come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni in una lacrima
Come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi sui tramonti della mia terra su nuovi giorni
Il sole mi parla di te... mi stai ascoltando?
Ora la luna mi parla di te... avrò cura di tutto quello che mi hai dato...
Anche se dentro una lacrima, come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni in una lacrima come un sole e una stella
Siamo luce che cade dagli occhi sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni
Ascoltami


Si, avrò cura di tutto quello che mi hai dato.
Mi manchi.


martedì 2 agosto 2011

Memory IX, quando un futuro era più probabile.

Bergmeister Alm 2010

Era solo l'anno scorso dopo ferragosto.
La bestia ti stava già divorando ma lo ignoravamo.
Che il futuro ci fosse lo sapevamo, come sarebbe stato... certo no.
Portare dei figli all'altare, dei nipoti, il nuovo tempo per noi due.
Ora mi sento come un giapponese nel '45, combatterò fino alla fine nonostante i dubbi.
Tu hai pronosticato 2 o 3 anni, io cifre non ne voglio fare.
Non posso.
Non voglio.



E mi torna in mente il 1987 all' Hotel Capanna Palon su a Sardagna (TN).
Era una mattina, abbiamo fatto la doccia e poi fatto l'amore.
Non dimenticherò mai quel profumo, un docciaschiuma Roberts, su di te e su di noi.
Se ti guardo negli occhi lo rivedo come fosse oggi.
Peccato, non lo fanno più.
Credo si chiamasse "fresia".


Sono un tipo pratico, lo sai.
Ci ho già pensato.
Nessun'altra come te = nessun'altra dopo di te.
Tu, intanto, restami accanto più che puoi.

martedì 19 luglio 2011

Memory VIII, l'incontro di 2 solitudini prima di Wiz.

Già, c'è stato anche un prima.
Faccio fatica a crederlo ma è così.
Antefatto, pochi minuti fa girovagando su FB con l'ID della bimba, ho trovato colei con la quale divisi 21 mesi prima di Wiz.
In questi 20 anni sapevo solo che si era sposata, aveva avuto 2 bimbi ma nulla più. In fin dei conti, essendomi spostato io più volte per la Padania, incontrarla era improbabile. Ma tant'è, messaggio e primo scambio di mail con i saluti, non ci siamo lasciati male quindi 2 chiacchiere con lei le farò volentieri.


 Siamo in categoria "memory" quindi s'impone la descrizione di ciò che fu.


Ci conoscevamo da tempo, non so cosa scattò verso metà del 1985. Io appena tornato da militare e subito di nuovo a bordo di un'ambulanza, lei infermiera professionale nel nosocomio della Piccola Stalingrado.
Però successe e da parte mia fu un amore vero, probabilmente lo fu anche per lei ma una certa fatica nel decifrare i propri sentimenti la faceva dubitare ogni tanto.

Di quel periodo ho una definizione: l'incontro di 2 solitudini. Detto così sa tanto di ripiego ma non è vero.
Ok, eravamo più o meno abbondantemente ventenni entrambi quindi secondo gli standard attuali un po' tardi però andò più che bene.
Bene perchè in quei 2 anni scarsi imparammo la vita in coppia (comunque non convivemmo ndr).
I suoi pensieri rimangono ancora un po' oscuri per me, per cui parlo principalmente di ciò che mi riguarda senza attribuirle niente di cui non sia certo.
Che poi in fondo non c'è molto da dire, fummo una normale coppia di fidanzati, ben assortiti, ci volemmo bene, imparammo uno dall'altra fin che durò.
Naturalmente C. aveva i suoi difetti ma li terrò per me primo perchè non sta bene spiattellarli a Google ed al mondo intero, secondo perchè sto parlando della ragazza di 20 anni fa, non della donna di oggi.



Non rimpiango niente del periodo 31/5/1985 - 2/6/1987.
Anzi, c'è questa bellissima foto scattata dall'inossidabile amico "Voulaz" nei prati della Val Di Fassa (TN).
Wiz non è mai stata gelosa di C., faticava a comprenderla ma gelosa mai.
Tranne di questa immagine.
Credo che non perdoni al fotografo di essersi trovato nel posto giusto ma nel tempo sbagliato, voleva esserci lei.
Concludendo provo un sincero affetto per questa persona con la quale passai un periodo nuovo, intenso e sentimentalmente coinvolgente.
Come e perchè finì?
Amo dire che esaurimmo la spinta propulsiva, già sapevamo entrambi che non sarebbe stato per sempre.
Evidentemente quando fummo pronti a volare ognuno con le proprie ali ci sganciammo.
Quella sera ovviamente piansi ed andai a scolarmi un po' di birre con amici (gli etilometri erano ancora di là da venire) però c'era la consapevolezza che fosse nell'ordine naturale delle cose.
47 giorni dopo fu Wiz.
Grazie C. spero di averti dato quanto ho ricevuto.

venerdì 8 luglio 2011

Memory VII o del 9 luglio 1987, quando tutto ebbe inizio.

http://www.oldeenglandpub.com/
Si, ci siamo, è un altro 9 luglio. Il 24°, (ventiquattresimo) se il calendario non è un opinione.
Questa data è per noi importante almeno quanto il 28 gennaio.
Perché quella sera, quasi per caso tutto ebbe inizio.
Occorre specificare un paio di fatti: con Wiz eravamo tecnicamente colleghi. Io portavo soccorso all'ombra del Pirellone, lei si occupava di paghe & contributi.
Si, lo so, è un po' banale provarci con la segretaria però i fatti mi hanno dato ragione.
Altra nota è che nella primavera del 1987 il rapporto con la mia ragazza di allora  si andava deteriorando fino ad esaurire la spinta propulsiva la sera del 2 giugno.
Un certo feeling con la futura sig.ra Insight c'era già ma era evidente a tutti tranne che a noi 2.
Sintetizzando, visto che la protagonista femminile aveva già deciso di cambiare aria lavorativa ed entro l'estate si sarebbe volatilizzata decisi di tentare una sortita.
Un pomeriggio cambiai un fusibile della sua FIAT 147 (esisteva, giuro) e lei per sdebitarsi volle offrirmi una birra.
"Altolà, la birra te la offro io ma qui." 
Salto ancora qualche particolare secondario ed arrivo alla sera fatidica: Ford Fiesta del 1977 targata MI W86898, pulita e con arbre magique nuovo.
Appuntamento alle 21.
Ovviamente io sono lì con gli accademici 10' di anticipo.
Scende, polo rosa e pantaloni bianchi o polo bianca e pantaloni rosa, non ricordo.
Una faccia che dice: "come posso fare a non dargliela a questo qui?" 
... accipicchia, come si fa a farla breve? Difficile.
Consideriamo anche che intorno alle 19 avevo fatto una fuga dal mio fiorista di fiducia, la buonanima del Cav. Pieradelio Meani - fornitore ufficiale della Scala, ndr - ed avevo acquistato una splendida orchidea da occultare sotto una felpa sul sedile posteriore...
Ecco, fatta accomodare Wiz partiamo in direzione  nuova SS36 verso Cernobbio, v.le Abruzzi, Loreto... accipicchia p.le Loreto! C'è in stazionamento un'ambulanza di SOS Milano. Semaforo rosso, salutiamo l'equipaggio ed in pochi minuti qualche decina di persone è già al corrente del blitz.
Ops, sorry...
Un abbordaggio che si rispetti necessita della musica adatta: per quella sera avevo scelto due LP dei Matia Bazar, Melò e Melancholia più il doppio degli UB40 "CCCP live in Moscow",  i DM non avevano ancora il repertorio adatto.


Verso qualche insignificante paesino della Brianza le dico: solleva la felpa che c'è sul sedile posteriore...
Lei scopre l'orchidea e mi risponde: incosciente!
Cominciamo bene...
Beh, alla fine l'annoio per un po', arriviamo al pub sopracitato, io una birra rossa, lei una chiara, 2 fette di apple pie e poi passeggiata sul lungolago, panchina.



Io: senti, non lo so come andrà dopo stasera però quello di cui sono certo è che non sono qui per "una botta e via"... *
La sua risposta letteralmente non la ricordo, ci siamo baciati ed abbiamo continuato lungo la strada del ritorno fino a Porta Vittoria (quartiere di MI, sua dimora).
Quei semafori rossi che abitualmente erano così lunghi, quella sera sono stati brevissimi.

* la storia di "una botta e via" con Cristina, un'amica di Wiz, tra il 2 giugno e il 9 luglio merita un post a parte... (#epic fail) devo ricordarmi di scriverlo...






Ricordo con esattezza il mio pensiero tornando a casa dopo averla riconsegnata: mi sa che mi annoierò.
Quanto mi sbagliavo.
Il 28 gennaio 1989, la Brianza, 2 figli, la Bisiacarìa, un altro figlio, la vita ed ora la lotta contro la bestia...
Il finale?
TO BE CONTINUED.

domenica 8 maggio 2011

Cominciò con una motoslitta e finì nella leggenda.

L'8 maggio del 1982 volava via per sempre Gilles Villeneuve.








« Se è vero che la vita di un essere umano è come un film, io ho avuto il privilegio di essere la comparsa, lo sceneggiatore, l'attore protagonista e il regista del mio modo di vivere. »
 (Gilles Villeneuve)





« Il mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene. »  (Enzo Ferrari)