Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

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giovedì 15 maggio 2014

2017.

Ognuno di noi ha un piano. Che non funzionerà. (cfr. leggi di Murphy, ndr)

Sapevo da tempo che stavo sprecando i miei giorni.

Ora vediamo di trarre delle conclusioni da ciò e trasformare il pensiero in azione.

La soluzione più semplice (sic!) è cambiare "casa, telefono e città".

Naturalmente il mondo reale ha le sue pretese e non si può fare, così, al volo.

Cioè, in realtà Wiz organizzò il nostro trasferimento dalla Brianza alla Bisiacarìa in circa un mese ma anche se per quel che mi riguarda la logistica è più semplice, ci sono altri problemi da affrontare, percorsi da portare a termine e tutti senza di lei.

Quindi mi sono dato un tempo limite: 36 mesi.

Per il 2017 la Bimba dovrà essere indipendente.
Kowalski sarà maggiorenne, avrà finito/starà finendo la scuola e lo spirito di adattamento dimostrato in questi mesi mi fa pensare che sarà più un'agevolazione anzichè un freno.

La casa qui dovrà essere/sarà presidiata ma non da me.

Un lavoro da contractor lo posso trovare ovunque in quest'inutile nazione.

Posizionerò una tomba in marmo al campo 4D con la luce elettrica, non sopporterei che vincessero il buio e le erbacce.


Ma devo andare.

Dove non so ancora.

Avevamo qualche progetto in merito, l'idea di levare ancora le tende per raggiungere la meta finale ci stuzzicava già.

L'ultimo biglietto pensato era per il Trentino, lei era già malata per cui la scelta si sarebbe rivolta verso il fondovalle.
Ci sarebbe piaciuto l'Alto Adige/Sudtirol ma non avevamo voglia di studiare il tedesco.
Vedere le montagne fuori dalla finestra sarebbe stato sufficiente.

Ora non so, quelle cime senza di lei forse non avrebbero lo stesso sapore.

E' vero, non ho una destinazione ma il countdown è partito.

Naturalmente, con una tempistica così, le variabili tendono ad infinito.

Da sempre l'uomo ha visto la luna, arrivarci però è stata un'altra storia.

Ho ancora un altro paio di opzioni da considerare.

 

In fondo se non t'importa dove sei, non ti sei perso.


Tanto tu verrai con me, lo sai questo, vero?


giovedì 13 giugno 2013

Non importa.





L'ennesima alba mi ha colto fuori casa, solo che anzichè il mare, la campagna o qualche sito di archeologia industriale è spuntata da dietro le montagne.
Niente di grosso, erano solo le Prealpi Carniche però sempre montagne restavano.
In questi decenni, a parte qualche viaggio per lavoro ai tempi di Sos Milano, quando avevo i monti intorno c'era sempre anche lei.
Anzi no, in realtà ricordo il sorgere di una luna gigantesca quanto romantica con Carmen in Trentino oppure il mio amico Voulaz che illustrava costellazioni nei cieli della Val d'Aosta però si tratta sempre di un paio di vite addietro.
Dal 1987 quei panorami di cime volevano dire lei.
Solo lei.

Sarà per questo che stamattina la cosa mi ha lasciato quasi indifferente.
Anzi peggio.
Mancava sapore.



Prima ci farò l'abitudine meglio sarà.
Tuttavia ci dovrò tornare.
Dipenderà da troppi fattori fuori dal mio controllo, €uri, ferie, varie ed eventuali però penso che sarebbe giusto.
Naturalmente sovrappeso e 30 Pall Mall non mi consentirebbero grandi camminate però una sdraio ed una birra alla memoria mi sembrerebbero appropriati.

Se non ci riuscirò... pazienza.

Non importa.

Poco importa ormai.



martedì 2 agosto 2011

Memory IX, quando un futuro era più probabile.

Bergmeister Alm 2010

Era solo l'anno scorso dopo ferragosto.
La bestia ti stava già divorando ma lo ignoravamo.
Che il futuro ci fosse lo sapevamo, come sarebbe stato... certo no.
Portare dei figli all'altare, dei nipoti, il nuovo tempo per noi due.
Ora mi sento come un giapponese nel '45, combatterò fino alla fine nonostante i dubbi.
Tu hai pronosticato 2 o 3 anni, io cifre non ne voglio fare.
Non posso.
Non voglio.



E mi torna in mente il 1987 all' Hotel Capanna Palon su a Sardagna (TN).
Era una mattina, abbiamo fatto la doccia e poi fatto l'amore.
Non dimenticherò mai quel profumo, un docciaschiuma Roberts, su di te e su di noi.
Se ti guardo negli occhi lo rivedo come fosse oggi.
Peccato, non lo fanno più.
Credo si chiamasse "fresia".


Sono un tipo pratico, lo sai.
Ci ho già pensato.
Nessun'altra come te = nessun'altra dopo di te.
Tu, intanto, restami accanto più che puoi.

martedì 5 ottobre 2010

Memory

.
 mi affeziono agli oggetti. Contengono memoria, sensazioni. Mi disfo di quelli ormai consunti solo quando è strettamente necessario, a volte neanche quello.
Stamattina ho dovuto cambiare il mio survival backpack, lo zaino che mi accompagnava al lavoro ormai da anni. Era uno zaino Ferrari originale, guadagnato coi punti Shell quando il terzogenito ancora faceva la prima elementare. Usato un anno da lui era improponibile per un ulteriore anno scolastico quindi è passato a me. Ha contenuto di tutto, è venuto con me ovunque il lavoro mi portasse. Ultima impresa le 2 orate. Cioè, erano impacchettate bene, non l'ho buttato via perchè puzzava, solo si stava aprendo. Mi è dispiaciuto ma non aveva i titoli necessari per essere promosso al rango di reliquia. Dicasi di oggetto che verrà conservato religiosamente qualsiasi cosa accada.
Esempio: felpa marchiata Rothmans Honda comprata nel 1987 nella nostra (mia ed allora fidanzata, ora moglie) prima vacanza in Val di Fassa. La mimetica della naja, il cappotto di mio suocero, la giacca del matrimonio. In questi capi d'abbigliamento non rientrerò mai più ma non posso aprire l'armadio senza vederli. Cappellini, penne. Ad ognuna è legato un ricordo ed i ricordi non si buttano.
Quelli belli.
Gli altri li nascondo.
Purtroppo non se ne vanno.
Continuo a spingere sulla porta perchè non si apra.