Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

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domenica 21 dicembre 2014

Spanne.

...e no, ci provo ma non riesco ancora pur se Dio sa quanto lo vorrei.

Questa casa resta troppo vuota senza di te.
Quando torno alla mattina.
Il mondo esterno pure.
Quando vedo cose che vorrei che vedessi anche tu.
Tipo quelle 2 bambine che tanto tempo hanno passato con te.

- I. : ehi, che grandi che siete diventate! E che belle!
- Ir. : tu no, sei sempre uguale.
- I. : grazie, meglio così, alla mia età quando si cambia avviene in peggio.

Ai Trosi 2014

Un pranzo frugale (si, crediamoci) consumato con 2 pargoli su 3 presso i nostri amici ed una presenza impalpabile: tu.




Mi ricollego ad uno dei post precedenti, dove mi si diceva: "a nessuna donna piace essere la seconda".

No, la seconda sarà tale solo in ordine di tempo.
Però le farò vedere alcune cose che abbiamo visto insieme.

Ma perché mi preoccupo?
Così, a spanne, non sarà né oggi né domani.

Ok, ti amerò sempre, tuttavia nei miei progetti ci sarebbe quello di tornare a farlo per una persona viva.

Ora tutto quello che posso fare
é amare quello che era una volta,
cosi vivo e nuovo,
ma é passato dai tuoi occhi,
farei meglio a rendermene conto.
Gli occhi senza volto,
non hanno nessuna grazia umana i tuoi occhi senza volto,
un tale spreco umano i tuoi occhi senza volto.


...




lunedì 15 dicembre 2014

Fu vera gloria?

Le dodici e mezza
e sto guardando l'ultima trasmissione
nel mio appartamento, tutta sola
come odio passare la serata da sola 

Venti d'autunno soffiano fuori la finestra
dò uno sguardo per la stanza
e mi rende così depressa guardare l'oscurità
non c'è un'anima là fuori
nessuno che ascolti la mia preghiera
Dammi! Dammi! Dammi!

un uomo dopo la mezzanotte
qualcuno mi aiuterà?
scaccerà le ombre? 

Dammi! Dammi! Dammi!
un uomo dopo la mezzanotte
che mi accompagni nel buio
fino allo spuntare del giorno
Le stelle del cinema
trovano la fine nell'arcobaleno
con una fortuna da vincere
è così diverso dal mondo in cui vivo io
sono stanca della tv
apro la finestra e osservo la notte
ma non c'è niente lì da vedere
nessuno in vista
non c'è un'anima là fuori
nessuno che ascolti la mia preghiera 

dammi! dammi! dammi!
un uomo dopo la mezzanotte
qualcuno mi aiuterà?
scaccerà le ombre?
dammi! dammi! dammi!
un uomo dopo la mezzanotte
che mi accompagni nel buio
fino allo spuntare del giorno. 




La mia vita sociale si dipana dietro al monitor, niente di cui andar fieri ma questo è.
Per cui cito una webfriend che mi consigliava, ancora una volta, di non nominare sempre mia moglie nei discorsi.

- a nessuna donna piace essere la seconda, dixit.

- Come la spieghi allora la passione di molte di voi per l'uomo sposato?

Non sono un giudice né un confessore, per inciso neanche la mia Wiz si sottrasse a quest'esperienza nei primi anni '80, solo che ogni tanto vorrei capire.

Nel nostro quarto di secolo ritengo non mi si sia mai parata davanti qualcuna che volesse rubarle il trofeo.
Io sostengo perchè appariva lampante come non ci fosse trippa per gatte, lei invece dava la colpa/il merito a fette di salame sui miei occhi.

Fu vera gloria?



Comunque a campionato ormai finito è una medaglia che nessuno potrà togliermi.

...

sabato 6 dicembre 2014

Non dovrei farlo - memory II.I - XXVI.

Non dovrei farlo.
Lo so da me.
Anche se una webfriend riapparsa recentemente da un paio di vite addietro si è particolarmente raccomandata.
Però cedo.
Non ci riesco.



Ho rivisto quella boccetta.

Ho annusato ancora quel profumo.


Ne parlavo qui.
Una settimana prima che il mostro ci dichiarasse guerra, poi vincendola.

Quel profumo è sopravvissuto perchè la mia Wiz non ne faceva gran uso.
Una donna acqua & sapone.
Il deodorante era maschile, il mio.

Oggi quel Vanderbilt lo usa nostra figlia.

La cosa mi crea un certo conflitto di interessi.

Tuttavia mi va bene.

Quasi.

Cioè, non so.

Forse.


Boh.



So che dovrei guardare innanzi a me.
Lo farò, lo faccio di già.
Ma quelle "gocce di memoria" non le posso annullare.

Siamo gocce di un passato
Che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferrabile.
Racconterò di te.
Inventerò per te quello che non abbiamo.
Le promesse sono infrante, come pioggia su di noi.
Le parole sono stanche ma so che tu mi ascolterai.
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità. 



Non ti dimenticherò mai.

Anche quando andrò avanti.


giovedì 27 novembre 2014

Abbiamo perso ancora.

L'altra mattina, verso le 7 squilla il telefono: è il Primo Ufficiale.
Uhm, non va bene, io sono al lavoro e lui si sta preparando per andarci.

- Ciao P.U. che succede?
- Abbiamo perso ancora.
- WTF?
- A. è morta.
- Merda, sappiamo come funziona, sembra che si trovi un equilibrio poi in poche ore crolla tutto. Peccato, pareva che a questa tornata ce la potessimo fare.
- Già.

Anche stavolta cisplatino, gemcitabina e taxotere (più qualche tiro di bisturi) hanno regalato del tempo ma non la vittoria.

Era una sorella di Wiz.
La n° 2 in ordine di apparizione (la mia Sposa era la n° 4).
Una vita intensa ma sempre con un approccio molto easy, tanti anni anche dedicati al volontariato internazionale.
Nonna 2 volte.

Le volevamo bene.

A tutt'oggi casa sua resta l'unico posto dove negli ultimi anni ho dormito notti intere ininterrottamente e senza incubi.


Ci venivano le rondini ogni anno.
Quelle bestie avevano fatto il nido anche in una stanza della loro fazenda.
Con suo marito decisero allora di non recuperare il locale e di lasciare sempre la finestra aperta di modo che queste potessero entrare ed uscire a piacimento.
Un altro sito era dedicato esclusivamente a Cacao, un gatto nero cieco che l'accompagnava da una decina d'anni.




Ora posso confessare un misfatto.
Credo fosse l'88 o l'89, ci trovavamo insieme qui a Monfy quando era ancora utilizzata come casa di vacanza.
Giustamente lei si portò dietro anche i criceti, mica poteva lasciarli soli a Milano.
Due.
Maschio e femmina.
Rigorosamente separati da una grata.
Quella grata che io e la mia Wiz, nel silenzio della notte, forse reduci da una tempesta ormonale,  alzammo e lasciammo sollevata per circa un quarto d'ora.
Poco tempo dopo, A. non riuscì a capacitarsi di come quelle sottospecie di sorci fossero riusciti a moltiplicarsi pur in regime di apartheid.
Non glielo dicemmo mai. 



Mi/ci mancherà.

Continuo a non crederci ma spero comunque che sia in un posto più bello.

Anche lei.

Sono sempre i migliori che se ne vanno, tant'è che io sono ancora qui.

...



lunedì 24 novembre 2014

Ritorno al Campo 4D.


Tornato al Campo 4D dopo mesi.
Qualcun altro ne sta curando il look, faccia pure.

Io ho bisogno di risposte perchè le domande si stanno facendo sempre più grandi ma quello è il posto dove il silenzio assorda.

Vedo, spesso con ritardo, gli effetti.
Cerco le cause.
Nebbia.
Non ci arrivo.
Non capisco.

Una sola domanda: perchè?

Cosa ho fatto che non andava?
Dove ho/abbiamo sbagliato?
La genetica offre molti spunti ma non il quadro completo.



C'è qualcos'altro che ignoro, amore mio?

Comunque così non va bene.
La prima incazzatura sta lasciando il posto ad una rabbia sotterranea, magmatica.

Come un fiume carsico ha un solo obbiettivo: il mare.
Non è ben chiaro come ci arriverà ma sara meglio non trovarsi nei dintorni al momento.
Spero solo di limitare i danni collaterali. 

Tuttavia non posso essere solo chiacchiere e distintivo.

Oppure si ed il mio fallimento sarebbe completo.

Però non credo.

Nota a margine di questa visita che non è riuscita a darmi pace come faceva fino a non molto tempo fa: una voce mi chiama per nome, qualche secondo per ritrovare quel viso nella memoria.
Un'infermiera di oncologia.
L'ultima volta che la vidi era il 13 ottobre 2011 con gli occhi gonfi di pianto.

- Ciao, come va? Beh, tenendo conto del posto dove ci incontriamo...
- infatti, sai, tua moglie è sepolta a poca distanza da mio marito...
- Yu - hu!
- già.
[...]

...


mercoledì 12 novembre 2014

Schengen dentro.


“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede. 

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.”


— Ho sceso dandoti il braccio - Eugenio Montale.


Ancora sogno, l'altroieri.
Stessa ambientazione del 26 agosto, io sempre a letto a cercare di mettere in saccoccia un po' di sonno e lei seduta sul bordo per un bacio ed una carezza.
Solo che stavolta era pomeriggio e rientrava dopo aver portato/ripreso uno dei pargoli a/da un'attività pomeridiana.
Indossava un giaccone invernale marrone (che in realtà non possedeva ma le stava bene).
Il suo viso era quello degli anni 2000, matura, sempre bellissima.

Cosicché sono due giorni che è un susseguirsi di sue immagini come in una slideshow.
Tutte coronate da un commento: "Dio, quant'eri bella."
Proprio come lo dico guardando questa foto che è lo sfondo attuale del telefono.
Ricordo perfettamente quella camicia, ricordo quanto adorava quel pullover che, ahimè, la mia mamma terminò con un lavaggio catastrofico.
Si rivalse restringendone un paio di miei ed appropriandosene.

A pensarci, aveva una certa maestria nel restringere i capi per poi impossessarsene.
Lo fece anche con un paio di camicie ed a tutt'oggi è sepolta con una polo a manica lunga originariamente mia ma che, miracolosamente, poi andava bene a lei.

Non posso far nulla contro queste incursioni di ricordi, finché niente altro (nessun'altra, ndt) occuperà gli spazi che si sono liberati con la sua partenza, lei vagherà senza freni.

Un po' come avere un'area Schengen dentro.


Solito cane che si morde la coda.


Novembre caldo, poca Bora, tanto Scirocco.


...



mercoledì 22 ottobre 2014

DEFCON (memory XXV).

Ho sempre parlato del 10 ottobre 2011 ma questo post mi ha riportato al 5 novembre 2010.
Quando sul referto scrissero che il "carcinoma di natura sconosciuta" era di IV livello e che "si rilevavano delle secondarietà".
Il IV livello non mi allarmò più di tanto, al momento.
Su che scala era?
Funzionava in crescendo come la Richter per i terremoti od al contrario come l'allerta DEFCON dove al 5 c'è la pace ma all'1 c'è la guerra termonucleare globale?

C'eravamo conosciuti in mezzo alle ambulanze, in tempi in cui il 118 era di là da venire.
Qualche termine medico ce l'avevamo in testa.
Ma la secondarietà mi sfuggiva.

La dottoressa parlò prima a me da solo.

I: -ok, cos'è una secondarietà?
Doc: - metastasi.
I: - capito, siamo fottuti. Ora siccome mia moglie non è scema ed il fatto che io sia qui dentro senza di lei le avrà già fatto rizzare le antenne, le dispiacerebbe spiegarlo anche a lei?

La sentenza fu letta, morte, si trattava solo di intuire la data di esecuzione della condanna e nel frattempo proteggere 3 cuccioli.



L'oncologo poi non fu mai chiaro con me, ritengo che Wiz gliel'avesse vietato, come sempre per proteggermi.
Quando a fine settembre gli posi delle domande precise, chiese il permesso a lei per rispondermi.
Glissò, tant'è che mentre io già temevo di perderla a primavera 2012, il demone dentro di lei fece crollare tutta l'impalcatura solo pochi gg. dopo.

Non seppi mai la natura del carcinoma, se ad ucciderla siano state le secondarietà od il corpo centrale (ricordando le ultime rx direi il secondo) oppure addirittura la chemio.

Non aveva/ha molta importanza.

Alla fine di tutto ricordo 2 infermiere di oncologia con gli occhi gonfi e rossi al funerale, la vicinanza molto più che professionale della nostra dottoressa.
Tutti gli altri sono spariti come lacrime nella pioggia, neanche li odio o detesto.

Chi mi/ci ha fatto del male in quegli 11 mesi è altrove.
Scrissi già che credo nel potere taumaturgico della vendetta.
Non ho cambiato idea.
Non capiterà ma se capita...




So che qualcosa sta per accadere

So che qualcosa sta per accadere

So che non passerà molto tempo

Non molto prima che te ne vada
Qualcosa sta per accadere

Qualcosa sta per accadere

Io so che una cosa buona
Deve arrivare a una fine
Ma è difficile da accettare

Mi manchi.


martedì 14 ottobre 2014

Spesso, l'intero è maggiore della somma delle parti.

Dovevo farlo e l'ho fatto.
Sono andato ad ordinare il nuovo paio di occhiali.
In realtà era già da parecchi mesi che mi trovavo sotto la soglia di sicurezza ma ciò che mi ha fatto decidere è stato il fatto che l'altro ieri mi siano caduti e li abbia pestati come Godzilla schiaccia un taxi a NYC.

Una cosa che mi dava timore era come non avessi mai comprato abbigliamento o accessori senza di lei.
Cioè, finora ho preso un paio di pantaloni e qualche maglietta ma nulla più.
Il suo giudizio era fondamentale.

Invece stamattina ero da solo.
Lo specchio come unico parametro di giudizio.


Tuttavia è andata meglio di quanto sperassi.
E' bastato prenderli praticamente uguali.
Si, le lenti forse un po' più ampie di qualche millimetro quadrato, la montatura di un azzurro leggermente più intenso, nulla di appariscente ovviamente, però in titanio.
L'ottico mi ha fatto un ottimo sconto dai prezzi di listino e sono riuscito a stare sotto il budget che avevamo previsto col Primo Ufficiale.


We are more than the sum
Of the numbers we've been done.


Se tutto va bene, da giovedì notte ritornerò ad una visione HD.
Perlomeno da lontano.
Per leggere ci penserò poi.
Non sono pronto per le progressive.
Lei le indossò senza problemi ma la mia Wiz era speciale.

Già.

Comunque il mio vestiario è vecchio e trasandato, dovrò rinnovarlo.


Un problema alla volta.


Mi manchi.



lunedì 13 ottobre 2014

< 1 sec.

Rileggevo un libro che non prendevo in mano da anni.
In una pagina un capello.
Tempo per riconoscerlo: < 1 sec.





Che poi, lei, i miei libri di Clancy mica li ha mai letti.

Mi piace pensare che si fosse chinata su di me per darmi un bacio.

Si, dev'essere andata proprio così.


Mi manchi.


venerdì 10 ottobre 2014

Non subito.

Inutile ricordare che giorno sia oggi.
Le 7 e 31' sono passate da poco, dovrei andare a dormire ma non lo farò.
Non subito, perlomeno.
Dovrei andare in cimitero e lo farò ma anche quello non subito.
Aspetto che aprano i fiorai.
Vorrei prenderle 3 rose, come gli anni che sono passati, come i doni che mi ha lasciato.

Intanto una webfriend su FB da chissà dove mi spedisce in chat una poesia:

Benché il tempo mi cancelli da voi
la mia gioventù darà la morte al tempo.
E allora, senza parlarmi, senza parlarci,
così chiaramente ci capiremo
e che bello vivere tra di voi
sognando i vostri sogni.
Passerete davanti all'albero, al fiume
bagnerete il vostro corpo
e vi riempirà un'antica e profonda grazia,
un remoto mistero,
come se l'albero o come se l'acqua
galleggiasse prima nel vostro ricordo,
come se qualcuno avesse vissuto prima
la vita che portate nei vostri corpi.
Così condivideremo i nostri mondi
nel fondo dei vostri pensieri.
autunno by Cavez
Resto ancora un po' qui ad ascoltare musica. 



Non ti dimenticherò mai. 


mercoledì 8 ottobre 2014

Circuiti neanche tanto corti.

Da qualche mese 2 dei nostri ragazzi orbitano attorno ai luoghi in cui conobbi la mia Wiz.
Proprio le stesse stanze ed i cortili.
Non so se c'è un significato in questo.



Però se c'è mi piace.



Ti amerò sempre.


lunedì 6 ottobre 2014

Fuori e dentro II (penultimo viaggio e sentinelle in piedi).

Cominciamo da dentro.
6 ottobre.
3 anni oggi, il mio amore verso le 20 cominciò il suo penultimo viaggio.
A 36 mesi di distanza le chiacchiere stanno a zero.
Potrò anche prendere atto del fatto compiuto ma una donna del genere non meritava una fine così triste ed anticipata.
Qualsivoglia siano state le cause.
Per cui mi prendo il diritto di piangerne ancora.


Le cose preziose e fragili
Necessitano di particolare cura
Mio Dio, cosa ti abbiamo fatto?
Abbiamo sempre cercato di condividere
La più tenera delle attenzioni
Ora guarda in cosa ti abbiamo messo

Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Pensavo che ci saremmo riusciti
Ma le parole se ne sono andate senza essere dette
Ci hanno lasciati così fragili
Era rimasto così poco da dare

Gli angeli con le ali d'argento
Non dovrebbero conoscere la sofferenza
Vorrei aver potuto sopportare il dolore al posto tuo
Se Dio ha un piano maestro
Che capisce solo Lui
Spero che siano i tuoi occhi quelli attraverso cui vede

Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Pensavo che ci saremmo riusciti
Ma le parole se ne sono andate senza essere dette
Ci hanno lasciati così fragili
Era rimasto così poco da dare

Prego che impari a fidarti
Ad avere fede in noi entrambi
E a tenere spazio nel tuo cuore per due

Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Pensavo che ci saremmo riusciti
Ma le parole se ne sono andate senza essere dette
Ci hanno lasciati così fragili
Era rimasto così poco da dare.






Fuori.
In questi tempi, il cosiddetto popolo del web, quello che ha la Cultura con la C maiuscola, ha trovato un bersaglio contro il quale scagliarsi.
Si tratta di persone che stanno in piedi, in silenzio e leggono un libro.
Qualsiasi.
Ci avete sempre rotto col fatto che bisogna leggere, che se potessero votare solo quelli che usano ed abusano dei libri (cit. un ex-ministro degli esteri famoso per una passeggiata a braccetto con un leader di Hezbollah) il mondo sarebbe stato migliore.
Ora queste persone lo fanno.
Leggono.
Tacciono.
Niente talk-show.
Anzi, gandhianamente si prendono botte, insulti, sputi dai sedicenti difensori della libertà, dai Nazisti dell'Illinois.
Fanno così paura?

Lei sarebbe stata in piazza.
A leggere.
In silenzio.

Si, ci sarebbe stata lei, perchè io quando sento nominare la parola "cultura", metto mano alla pistola.



...


domenica 28 settembre 2014

Programmi.

Causa turni favorevoli, sia ieri che oggi mi sono costretto ad uscire.
In entrambi i giorni avevo previsto una sosta al campo 4D.
Niente da fare.
Sabato un piatto di gnocchi, oggi una bruschetta e due sfogliatine alle mele mi hanno fatto cambiare programma.


No, in realtà l'avevo cambiato prima.

Comunque meglio non fare programmi, mai.



C'è troppa confusione
è tutta un'illusione
c'è troppa confusione...


Quel campo 4D che prima riusciva a darmi pace ora mi respinge.
Certo, nei prossimi giorni, al 3° anniversario, comprerò delle rose od un'orchidea per lei.
Un lume che possa garantire luce più a lungo della fiamma di una candela.
Tanto... che io passi di là oppure no...

... mi manchi amore mio.

Chissà cos'avevo di speciale per te?

Meglio che smetta, volevo scrivere altro ma è uscito questo.
Non mi piace ma lo lascio.

...



venerdì 12 settembre 2014

Casa? (memory XXIV)

Questi tramonti autunnali aggiungono tristezza a tristezza.
Tante cose da dire e nessuno cui dirle.
Voglia di ascoltare ma nessuno che parli.
Solita roba da qualche anno a questa parte.



Un attimo fa ero sul balcone a fumare (giuro, ci sto provando a smettere di farlo in camera) ed il solito ricordo mi ha attraversato come una folgore.

Io e lei, sigaretta e panorama.
In tempi in cui un futuro sembrava ancora probabile.
Il mio amore in vena di domande profonde, tipo... "chi sono, dove sono, da dove vengo, ma soprattutto... dove vado?"
Io: non so, amore mio, la casa per me è dovunque ci sei tu.

Non ricordo come e se proseguì la conversazione.
Forse un "mammaaaaaaaaaaa" proveniente dall'interno la troncò lì.

Comunque per ironia della sorte sarà più o meno così.
Rinnovo il proposito di darle una sistemazione decente al campo 4D ma quel rettangolo ne contiene solo le spoglie, probabilmente neanche tanto ambite dai batteri, viste le concentrazioni di metalli pesanti coi quali abbiamo cercato di trattenerla.

Poi, realizzate alcune condizioni, vedrò.

Non sono io quello importante.

Anche il terzo pezzo del mosaico si è deciso a dare una scossa alla situazione.

La tristezza di vederla andar via sarà annullata dalla gioia di guardarla provare a volare con le proprie ali.

Dovrò fare in modo di creare un posto in cui tutti e 3 possano sempre tornare ma è possibile.



Così stiamo in casa
Ed io sono al tuo fianco
E tu sai
Cosa sta succedendo dentro
Dentro il mio cuore
Dentro questa casa
Ed io voglio proprio
Lasciarlo uscire per te


Mi manchi.


giovedì 4 settembre 2014

Spesso nevicava.

Settembre, da qualche giorno ormai.
Cosa comincia, cosa finisce e quando, non è chiaro.

Tra pochi giorni ricomincia la scuola per Kowalski, ancora 3 anni e sarà conclusa anche quest'era.
Soddisfazione che il mio amore non potrà godersi pur essendosi sobbarcata la maggior parte del lavoro.

La gita settembrina sul Monte Lussari ha accompagnato per più di un decennio quasi immancabilmente il termine dell'estate.
Qualche volta ci sono stato anch'io, la prima ha nevicato.
Oggi sono là la bimba ed il cucciolo, con l'amica Sofia.

foto Wiz.

Quante cose ti sei persa, amore mio e quante ne ho perse io con te.
Se non contiamo ciò che manca e mancherà ai ragazzi.
Gli unici a guadagnarci saranno stati le nuore ed il genero che partiranno senza suocera.

Ancora stanotte, sovrappensiero, mi mancava qualche ricordo ed il primo impulso è stato ancora: "...dopo lo domando a lei".

Ops.

Troppe notti, troppo tempo per pensare.
Se sono fermo è perchè sono fermo, se guido è perchè guido.
Fortunatamente per una modifica alla viabilità dell'ospedale non parcheggio più sotto quella stanza, la penultima al secondo piano, ma il sotterraneo lo percorro ancora.

Su tutto poi quella certezza che non ti rivedrò mai più.

Meno male che ho sempre fretta.


Non so se sarai, se resterai, l'unica.
Mi hai detto espressamente di fare in modo che non fosse così ed ai tuoi consigli ho sempre dato retta.

Beh, quasi sempre.

Per ora è nebbia fitta, aspetto una luce.
Spero non sia il solito treno alla fine del tunnel.

Wait & see.


...


martedì 26 agosto 2014

Prima di vivere un altro giorno.

Mattina presto, ancora buio.
Ho abbassato le palpebre e l'ho vista.
Era lì di fianco a me, seduta, come quando mi rimboccava la coperta al mattino e mi augurava buon riposo.
Prima di portare i bambini a scuola, prima di vivere un altro giorno.



Ho dovuto riaprirli gli occhi,amore mio.
Mi sembrava facesse meno male.



...


martedì 5 agosto 2014

Una ciabatta poco geniale.

Spesso le nostre giornate si complicano
mentre le perplessita' rimangono qui
E ci si sposta lontano
in un orizzonte piu' strano
E i conti gia' fatti non tornano mai
No, il tempo non torna più...



Oggi mi sono comprato un paio di ciabatte nuove.
Niente di particolare, se non fosse che mi ricordo quando ho acquistato quelle precedenti.
Ero con lei, in uno degli ultimi giorni in cui aveva ancora la forza per uscire a far la spesa.
Pallida, magra, ingobbita, con un avvoltoio sulla spalla.
Fragile.
Le giravo sempre intorno come a farle da scudo, prima che magari qualche contatto casuale me la facesse rovinare a terra.
Aprirle la strada, controllare dietro, ma essere anche di fianco per sorreggerla.
Se ne avessimo avuto il tempo avremmo presto comprato un bastone.

Comunque ho usato, lavato, reincollato quelle ciabatte finchè ho potuto.
Ho tenuto un sacco di oggetti, capi d'abbigliamento od altro legati a lei ma un paio di ciabatte no.
Entro pochi giorni l'inceneritore di TS si farà carico di spargerne le molecole per il pianeta.

la geniale ciabatta.

Tanto non ho bisogno di quei 2 pezzi di plastica "made in China" per ricordarmi di lei.

Per il resto della mia vita... wait & see.
Niente donne, no.
Quelle interessanti sono lontane e/o dietro un monitor.
Sistemo qualche roba sul lavoro e poi vedo.
Nessun progetto a lungo termine, non più.

Mi manchi, però.




giovedì 31 luglio 2014

Hemingway.

"Dobbiamo abituarci all'idea: ai più importanti bivi della vita non c'è segnaletica."

[E. Hemingway]


Tornano quei momenti in cui la sua assenza è ancora una ferita sanguinante.
Succede quando devo prendere una qualsiasi decisione.
Cioè, per cambiare il freezer ero con 2 ragazzi, tutto bene ma sceglierlo con lei mi sarebbe piaciuto di più.
Se poi la questione è più rilevante torna la voglia di urlare.
Non lo faccio, ovviamente, mi limito a piangere in silenzio.

Aggiungiamo che in questi gg. il team è al completo nella formazione attuale ed allora apparecchiare o cucinare per 4 mi fa sempre pensare che i conti non tornino.



Piazze dove è bello camminare,
giorni da navigare, io e te.

Sassi che tirati dentro il mondo
quasi sono in fondo, io e te. 

Per quali brutte notti ci siamo persi
con che coraggio, con che discorsi,
grazie a quali errori siamo cresciuti,
per quante strade siamo passati io e te, io e te...


Che poi il mio amore non è che fosse una gran motivatrice però il potere del bacio, della carezza, del dire "andrà tutto bene" anche quando sai che non sarà così era e resta insostituibile.


Mi dicevi che tutte le cazzate fatte le avevamo fatte insieme, beh, le prossime saranno tutte mie. 

Mi manchi come se questi mesi non fossero mai passati.




venerdì 25 luglio 2014

Mexico o Disneyland, basta andare.

Parlavo con una webfriend di viaggi lunghi.
Lei (la webfriend) che pensava come tener buoni i pargoli per tante ore, io che attraverso ci sono già passato.
Facile, c'era lei (la mia Wiz).
In realtà non avrei più tanta voglia macinare km, non senza il cruise-control, non con quel sedile vuoto a dx.
Però c'è la voglia di vedere posti mai guardati con lei e farglieli vedere coi miei occhi.
Farò un tagliando alla Honda, spererò che alcuni pezzi del puzzle restino al loro posto, altri ci vadano e se questo accadrà, lo farò.
Anche senza cruise-control e quel sedile a dx non sarà realmente così vuoto.
O forse lo sarà più del solito.
Se non proverò non lo saprò mai.
Tanto, cos'ho da perdere?



Non sarà facile ma un uomo (quale voglio credere d'essere ancora) deve porsi delle mete, delle sfide, dei confini da superare.

Io ragiono in piccolo, quindi un viaggio lungo in solitaria potrà essere sufficiente. 

Per (ri)cominciare.

Non è per oggi né per domani ma la prossima estate. 
Sto parlando di 12 mesi mentre in soli 11 la mia vita è andata a catafascio.
Tuttavia io combatto.
Su entrambi i fronti, su quello che dice "chissenefrega, molliamola lì" e su quello che invece afferma "andiamo a vedere come va a finire".
Anakin Skywalker e Darth Vader.

Un progettino prima del 2017.

Perchè non temo la morte ma neanche la cerco, qualcuno conta su di me e deludere le persone mi disturba.


 
Oh, Mexico
It sounds so simple I just got to go
The sun's so hot I forgot to go home
Guess I'll have to go now...


Ti amerò sempre.



martedì 22 luglio 2014

Shmi, ovvero scrivi il tuo nome su qualcosa che vale.

Scrivi il tuo nome
su qualcosa che vale
mostra a te stesso
che non sei un vegetale
e per provare che si può cambiare
sposta il confine di ciò che è normale.




Leggevo quest'articolo del Post , dove si disquisiva se dare o non dare il cognome della madre ai figli.
Io e Wiz ne parlavamo già quando ci stavamo riproducendo, da allora non è cambiato molto, la legge è appena stata rinviata in qualche commissione per uscirne chissà se o quando.

Per quanto non sia per nulla dispiaciuto del fatto che i pargoli portino il mio, un pensierino, se si fosse potuto, ce l'avremmo fatto.
Cioè, il mio grande suocero su 7 centri inanellò 6 femmine, la quarta fu mia mentre il maschio fu il quinto.
Il quale in quegli anni non sembrava intenzionato a far proseguire il casato, per cui l'idea di farlo avanzare indirettamente ci sarebbe anche piaciuta.
Purtroppo i "contro" superavano i "pro" di gran lunga.

Primo: la mia Wiz portava un cognome bisillabico tipicamente triestino ma numericamente inferiore ad uno simile (cambiava una consonante) diffusissimo nell'Italia meridionale.
Non c'era verso di farlo scrivere giusto ad un qualsiasi impiegato.
Problemoni per tutta la famiglia, non ce la saremmo sentita di affibbiare un tale calvario volontariamente ad uno o più dei nostri pargoli.
Già pensando a questo rinunciavamo anche al solo pensiero.

Secondo: salvando il suo avremmo perso definitivamente il mio.
Noi siamo in 2 ma mio fratello ha fatto voto di povertà, castità ed obbedienza.
Se la povertà e l'obbedienza non ostano, la castità preclude una generazione successiva.
Ancora un "niet".

Un regime misto sarebbe stato impossibile per i problemi legati alla burocrazia del punto primo.

Last but not least, i figli registrati col cognome della madre, in genere, sono quelli non riconosciuti dal padre mentre lei era ragionevolmente orgogliosa di me, almeno quanto io di lei.

Ci girava la testa a pensare ad una nostra cara amica che lavorando in Svizzera era registrata là col cognome del marito (quello d'origine si perde) mentre col proprio di qua.

Comunque tanto non si poteva allora come non si può oggi quindi le nostre erano solo elucubrazioni teoriche con le quali far passare del tempo chiacchierando insieme, come ci piaceva.

Nel frattempo suo fratello allestì un maschietto con la propria compagna per cui quel ramo potè proseguire.

Tutto è bene quel che finisce bene... beh, si, insomma.

Conoscendo l'inconsistenza del parlamento nazionale, dubito che questo problema si riproporrà in futuro.





Certo che se da nubile ti chiami Skywalker ed il padre sono delle specie di batteri... comunque con un cognome così, un grande destino è in arrivo.

... ti amerò sempre.