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Qualche lunga telefonata col Primo Ufficiale ancora nella metropoli a sbarcare il lunario.
Posso percepire la sua frustrazione fin qua.
Ormai è via da quasi 2 anni e seppure non sia stato mai con le mani in mano nulla è stato ancora sufficiente per fargli partire una vita autonoma.
La senti questa gioventù che scalpita e meriterebbe di essere liberata.
Tuttavia se non accetti condizioni quasi da schiavo o sei "choosy" o sei un "bamboccione".
Com'è possibile pensare un futuro stanti così le cose?
Una persona con cui parlavo un po' di notti fa (erano le 3, di certo non un dirigente) si lamentava: "sono qui da 30 anni facendo sempre il mio dovere e non riesco a far entrare mio figlio neanche per un contrattino da 6 mesi, ogni tanto consegna pizze. Ecco a cosa è servito studiare ed essere un bravo ragazzo, fra poco gli diranno che è vecchio e non ha esperienza.".
A me è invece venuto in mente un compagno del primogenito, pluriripetente, che già in 4^ veniva a scuola con l'auto di proprietà.
Ok, non è mai stato un mondo perfetto però mi sembra si stiano oltrepassando dei limiti aldilà dei quali c'è solo oscurità, freddo e stridore di denti.
Pur non parlando di me anche stasera sono riuscito a manifestare impotenza e sconforto.
Ancora una volta ci sarebbe voluta una carezza.
Quella di una madre per un figlio e per un padre che come al solito non governa gli eventi.
Mi manchi.
