Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

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lunedì 7 novembre 2011

Umiltà in versione originale.

Grazie Signore per avermi insegnato l'umiltà.

Questa frase è per me ricorrente ogni volta che cerco di sollevarmi dal pantano in cui regolarmente e non da oggi mi trovo.
Ieri pontificavo di nuove vite, ricostruzioni e balle varie.
Stanotte ho sbattuto il naso contro la realtà.
Mi alzo alle 3 per bere e vedo una chiazza d'acqua nei dintorni della lavastoviglie.
Stropiccio gli occhietti e capisco che quello è il punto d'arrivo e non di partenza.
Cominciava dal freezer.
Ristropiccio gli occhi e la spia verde che abitualmente fa una flebile luce da sembrare spenta è realmente spenta.
Accipicchia! ("Cazzo!" nella versione originale, ndt)
Ma come? Perchè?
Ok, ci siamo, ho fatto casino tra le spine della friggitrice e quella del congelatore ed è quest'ultima ad essere restata staccata.
Accidenti! ("Merda!" nella versione originale, ndt)

Il mio primo pensiero è stato: quando si sveglia glielo racconto.

Già.

Cosa racconto a chi?

Soprattutto cosa racconto a me stesso?



Vabbè, ci penserò dopo, prendo il mocio ed asciugo parte del lago, riattacco l'elettrodomestico senza il congelamento rapido almeno per bloccare lo scioglimento dei ghiacci e torno a letto.

Torno a letto e piango quelle lacrime che ero riuscito ad evitare qualche ora prima.

Ma dove voglio andare?
Cosa voglio fare?



Stamattina ho portato a Lorella un borsone pieno di alimentari dalla temperatura incerta, ci penserà lei a salvare il salvabile e cucinare il cucinabile.
Ho riconsegnato alle vigilesse il contrassegno parcheggio invalidi, siamo riusciti ad usarlo meno di un mese.

La mia ora d'aria sul web è finita.
Devo ancora lavare il pavimento, fare la spesa, varie ed eventuali e lavorare per i 30 denari.
Altro che pensare ad una nuova vita, meglio prima non mandare ad escort (puttane nella versione originale,ndt) quella che ho adesso.