“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.”
— Ho sceso dandoti il braccio - Eugenio Montale.
Ancora sogno, l'altroieri.
Stessa ambientazione del 26 agosto, io sempre a letto a cercare di mettere in saccoccia un po' di sonno e lei seduta sul bordo per un bacio ed una carezza.
Solo che stavolta era pomeriggio e rientrava dopo aver portato/ripreso uno dei pargoli a/da un'attività pomeridiana.
Indossava un giaccone invernale marrone (che in realtà non possedeva ma le stava bene).
Il suo viso era quello degli anni 2000, matura, sempre bellissima.
Cosicché sono due giorni che è un susseguirsi di sue immagini come in una slideshow.
Tutte coronate da un commento: "Dio, quant'eri bella."
Proprio come lo dico guardando questa foto che è lo sfondo attuale del telefono.
Ricordo perfettamente quella camicia, ricordo quanto adorava quel pullover che, ahimè, la mia mamma terminò con un lavaggio catastrofico.
Si rivalse restringendone un paio di miei ed appropriandosene.
A pensarci, aveva una certa maestria nel restringere i capi per poi impossessarsene.
Lo fece anche con un paio di camicie ed a tutt'oggi è sepolta con una polo a manica lunga originariamente mia ma che, miracolosamente, poi andava bene a lei.
Non posso far nulla contro queste incursioni di ricordi, finché niente altro (nessun'altra, ndt) occuperà gli spazi che si sono liberati con la sua partenza, lei vagherà senza freni.
Un po' come avere un'area Schengen dentro.
Solito cane che si morde la coda.
Novembre caldo, poca Bora, tanto Scirocco.
...
Ancora sogno, l'altroieri.
Stessa ambientazione del 26 agosto, io sempre a letto a cercare di mettere in saccoccia un po' di sonno e lei seduta sul bordo per un bacio ed una carezza.
Solo che stavolta era pomeriggio e rientrava dopo aver portato/ripreso uno dei pargoli a/da un'attività pomeridiana.
Indossava un giaccone invernale marrone (che in realtà non possedeva ma le stava bene).
Il suo viso era quello degli anni 2000, matura, sempre bellissima.
Cosicché sono due giorni che è un susseguirsi di sue immagini come in una slideshow.
Tutte coronate da un commento: "Dio, quant'eri bella."
Proprio come lo dico guardando questa foto che è lo sfondo attuale del telefono.
Ricordo perfettamente quella camicia, ricordo quanto adorava quel pullover che, ahimè, la mia mamma terminò con un lavaggio catastrofico.
Si rivalse restringendone un paio di miei ed appropriandosene.
A pensarci, aveva una certa maestria nel restringere i capi per poi impossessarsene.
Lo fece anche con un paio di camicie ed a tutt'oggi è sepolta con una polo a manica lunga originariamente mia ma che, miracolosamente, poi andava bene a lei.
Non posso far nulla contro queste incursioni di ricordi, finché niente altro (nessun'altra, ndt) occuperà gli spazi che si sono liberati con la sua partenza, lei vagherà senza freni.
Un po' come avere un'area Schengen dentro.
Solito cane che si morde la coda.
Novembre caldo, poca Bora, tanto Scirocco.
...

buongiorno.
RispondiEliminaleggo il tuo post e rompo il silenzio. perchè è così che seguo il tuo blog (con rare eccezioni) ormai da qualche anno. non è che oggi abbia qualcosa da dire in particolare, ma solo per manifestare un segno di attenzione che, se non risolve, aiuta. apprezzo principalmente il tuo modo di elaborare le cose e, naturalmente, di raccontarle. a volte mi sono chiesta se non vi fosse della morbosità nella mia frequentazione, ma vista la generosa semplicità con cui tieni questo diario del tuo sentire mi sono convinta che il mio sguardo non ti dia noia più di tanto.
solitamente si impara dalle proprie esperienze, ma anche guradare agli altri insegna.
ecco, forse vengo qui per imparare.
tutto qui.
m.
Ciao Mariachi.
Elimina"Amici e lettori occasionali sono sempre i benvenuti."
Così recita il cartello d'ingresso.
Passa quando vuoi, la compagnia mi fa piacere, questa compagnia che mi ha salvato i nervi in questi anni.
Quanto a fungere da esempio... beh, ricorda sempre che "non sono il Jedi che dovrei essere".
Incredibile. Domenica mi è salita alla bocca quella poesia, mentre guardavo il lago, a Lecco. Mi si sono riempiti gli occhi.
RispondiEliminaCiao Gioia, quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno? Abbiamo vissuto nei dintorni per qualche anno...
Elimina:-D
anche io spesso passo di qua, leggo la bellezza delle tue parole, mi commuovo di commozione bella, non triste. Poi stasera la poesia di Montale che amo di più e la voglia di ringraziarti, per questo.Emanuela, da una Genova dove non piove da due ore...speriamo!
RispondiEliminaCiao Emanuela, purtroppo per la tua Genova la soluzione non sarà per oggi né per domani.
EliminaPeccato.
Se ti ho lasciato un bel momento anziché intristirti, sono soddisfatto.
Bacio.
:) un abbraccio eterno combattente
RispondiElimina:*
Grazie, preso e ricambiato. :-)
Eliminaa molti tuoi post io non so mai che dire, leggo e passo, mi sembra sempre di entrare in un luogo senza aver bussato....
RispondiEliminaCiao DI, se lo scrivo su Google è un po' come se parlassi ad alta voce, non è che stai origliando di nascosto...
Elimina;-)