Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

mercoledì 16 gennaio 2013

Nessun posto è come casa. (Bamboccione who?)

Come spesso capita, una telefonata col Primo Ufficiale lontano mi porta una serie di pensieri.
Non è una novità che io sia orgoglioso di lui che è andato a procacciarsi il futuro lontano pur negli ultimi mesi di sua madre ed abbia vissuto rimbalzando tra qui e là anche la perdita dell'adorata nonna.
Però sono stati più di due anni d'inferno e non è vero che a vent'anni ti passa tutto attraverso senza lasciare danni.
L'ho sentito stanco.
Stanco di vedere solo nebbia anzichè il futuro.
Stanco di tanti km.
Quelli che lo separano dagli affetti e gli amici qui e quelli che quando è qua lo separano dall'amore trovato là.

Ora ha bisogno di ricaricare le batterie.




A casa, dove se no?

Nessun posto è come casa.




Con le pile scariche non si va da nessuna parte.

Amore mio, madre dei nostri figli, qualcosa inventeremo. 


12 commenti:

  1. E dove se no? Però non rubarmi le battute. 'Nessun posto è (bello) come casa mia' ce l'ho tatuato nel cuore.
    Ciao Poeta ;-)

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  2. Tutti abbiamo bisogno della o di una "tana", staccare la spina (o attaccarla) per stare un cis meglio :)

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    1. E' che va tutto dannatamente così veloce...
      L'ho sentito narrarmi stati d'animo che conoscevo ma ho vissuto molto dopo.
      ...se ci fosse stata sua madre...
      Però coi se e coi ma non si va da nessuna parte per cui ci inventeremo qualcosa.

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  3. Ci sei tu, ad attenderlo.
    Pieno di cuore.

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  4. E' come sparare sulla Croce Rossa. Siamo indifesi di fronte a queste situazioni, per le quali non abbiamo soluzioni.
    Il sentirsi due volte al giorno, il vedersi e parlarsi con Skype non colma i chilometri che mancano al contatto fisico e visivo diretto.
    E ogni volta che si sente o si vede in tv che qualcosa è successo, solitamente di brutto, in un paese lontano (nello specifico Roma, che resta un paesone, nonostante sia la capitale), è un sussulto di attesa, regolarmente seguito da un sospiro di sollievo non appena ci si rende conto che non è cosa che ci riguarda, perlomeno non direttamente.
    Pur consci che questa è la vita, la sofferenza continua: e forse i bamboccioni siamo noi, non loro.
    Ciao, Stefano, un abbraccio che sia anche augurio.

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    1. Ovviamente l'importante sarebbe saperlo sereno, ovunque si trovasse.
      Tuttavia vivere da ospite non è mai come essere a casa.
      Magari una casa sua, là.
      Piccola ma sua.
      Se tutto dovesse andare bene potrebbe realizzare il progetto facendo 2 (due) lavori.
      Sta ancora aspettando il primo.
      Poi il fenomeno in trasferta da 400 km est si trova una ragazza in trasferta da 800 km sud.
      Figli miei, queste cose si fanno quando si lavora in Alitalia se no è un casino.
      Infatti è un casino.
      Qualcosa inventeremo/inventerà.
      "un amore che comincia d'estate non ha paura..."

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  5. A casa si sta sempre bene se la famiglia è una famiglia di spessore come quella che hai creato tu.

    Bacio

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    1. Ciao Kylie, non ero solo come sai.
      Bacio ricambiato.

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  6. Ora ci sei tu... sei importante per loro. Il mio (22 anni) sta bene con il suo papà... e non sono dei bamboccioni...
    Ciao a presto.

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    1. Avevo quasi terminato i 22 anni che con sua madre progettavamo un futuro insieme, ora lui anche se volesse troverebbe parecchie difficoltà.
      Ovvio che la cosa non mi rende felice.
      Ciao Ale, a presto!
      ;-)

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