meno male che ci sei ancora
meno male che ci sei tu
giravo a vuoto senza partire
sei riuscito a guidarmi
meno male che batte ancora
meno male che arrivi tu
cadendo indietro tra le tue dita
fino a dimenticarmi
passeremo freddo e vuoto
solo allora si vedrà
che brilliamo ancora nel profondo dove il cielo
menomale che ridi ancora
meno male che sei con me
ogni ora che va veloce
sei tu la cosa che resta
Passare da te al campo 4D ogni mattina è diventato un appuntamento irrinunciabile.
Più avanti sarà più difficile ma inventerò qualcosa.
Casa nostra si è rianimata, ce li ho tutti per un po'.
Fino a domani c'è anche Ivano, stamattina lui ha pregato per te, io ho fatto il giardiniere.
Offelée fà il tò mestée.
Questi momenti dal sapore dolceamaro.
Ci siamo tutti.
Non ci sei tu.
Anche se dire che non ci sei non è proprio esatto.
![]() |
| io sono quello a sx, più indietro e più storto. |
Ci pensavo ieri, il ragionamento era e resta semplice: con te stavo bene, senza di te no.
Mi manchi.
Se questo è il blocco che mi impedisce di ricostruirmi... beh, non so se ho tutta 'sta gran voglia di rimuoverlo.
Wait & see.

Non rimuoverlo se ti fà star bene.....
RispondiEliminaNo, non mi fà star bene. Solo che le alternative, da quel che ho visto, sono peggiori.
RispondiEliminaAllora, saro' breve.
RispondiEliminaChe il padrone di casa pensi-dica-scriva certe cose (blog, non commento sopra), si puo' anche capire.
Trovo assai meno comprensibile - e per niente sano - venire incitati a rimanere nel proprio brodo. Si', mi riferisco al commento anonimo sopra quello di Insight.
Mi sono persa un paio di "post"... non mi esce più quello che scrivi, come mai???
RispondiEliminaDevo sempre inca..... con questo blog.
Buon ferragosto Stefano a te e ai ragazzi.
ale
Nel mio blog l'ultimo commento risale a due settimane fa.... Mi sai aiutare?
RispondiEliminanon volevo incitare nessuno.............e che sò cosa si prova a soffrire molto....Non mi sono espressa bene DANIMAX.....
RispondiEliminaAle... non so. Sembra che i tecnici di google trovino giustificazione della loro esistenza nei continui cambiamenti. Grazie di esserci comunque.
RispondiElimina@Anonimo: mi dispiace che tu abbia sofferto molto.
RispondiEliminaPero', e' anche vero che ciascuno di noi in cuor suo ritiene di "sapere cosa si prova a soffrire molto", e' probabilmente e' anche certo di aver preso bastonate dalla vita ben oltre la media. Siamo fatti cosi'.
Quello che volevo dire sopra, senza entrare nel merito di sgradevoli statistiche del dolore, e' che a mio parere ad Insight ogni tanto bisognerebbe daje 'na scrollata o almeno provarci a tirargli addosso qualche botta de vita. Soprattutto dopo che spara 3 blog di fila (o sono di piu'? ho perso il conto...) come gli ultimi 3 che ha postato...
Sono d'accordo con la scrollata, ma ci sono momenti e momenti... Forse è troppo presto. Ognuno deve elaborare il lutto con i suoi tempi. (Scusa se ho voluto dare il mio modesto parere).
RispondiEliminaAle, capisco cio' che dici, ma rimango dell'idea che i tempi siano maturi.
RispondiEliminaSoprattutto dopo che il tema degli ultimi blog di Insight e' stato (cito a memoria, quindi senza verificare...) "Sapete solo scappare" o "Nessuno risponde".
C'e' differenza tra il processo di elaborazione del lutto e invece la scelta di prendere una strada di re-involuzione nel lutto, che mi pare essere il caso in questione.
Dagli ultimi blog di Insight io vedo un uomo che si sente solo, ma per l'assenza di chi ci potrebbe/dovrebbe essere, piu' ancora che per la mancanza di chi purtroppo non ci puo' piu' essere.
Se uno - tra l'altro fresco di tragedia - non appena riesce di nuovo ad avere il sano istinto di guardarsi intorno, subito si prende le porte in faccia, ovvio che ritorna nel bozzolo. A quel punto, sono gli amici che devono ritirarlo fuori, invece che incitarlo a richiudersi in se' stesso.
Rispetto le Vs opinioni, e Vi ringrazio per averle commentate, ma non cambio la mia.
Voi la pensate cosi',
Io la penso cosa':
http://www.youtube.com/watch?v=Y0l-hlj5ero
Per chi non ha voglia di ascoltare la canzone, "Polvere di Gesso", di Gianmaria Testa, ecco le parole:
Io ogni mattina ascolto l'alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
faccio un segno su un muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l'età
Io ogni mattina quando parto
lascio aperta la mia porta
se qualcuno verrà
e poi metto polvere di gesso
sul pavimento di casa
per i passi che farà
perché quando c'é una porta aperta
di sicuro prima o dopo si sa
Io ogni sera quando torno
lascio delle tracce bianche
sulla polvere che sa
che qui non ci viene mai nessuno
e nemmeno per oggi
non ci sono novità
e poi richiudo la mia porta
per la notte e per il freddo che ci fa
Io ogni mattina ascolto l'alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
graffio un pezzo di muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l'età