Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

venerdì 1 giugno 2012

Qualcosa, qualcuno.

Comunque niente è come casa.
Ci sono stasera e ci resto per una quindicina di giorni.
Le mie ferie estive che l'azienda ha pensato bene di elargirmi a scuole aperte negandomi quindi il viaggio verso Villarbuà, luogo di sonni tranquilli.
Vabbè, dormirò, pulirò il domicilio e prima di andare a prendere Kowalski a scuola mi concederò un camparino da Carlo.

Sabato scorso ho ritrovato in chat una vecchia amica di mail e di Bisia.com però era un triangolo.
Cioè in chat c'era anche un'altro dei webfriend di FB, americano a stelle e striscie che però non spiccica una parola di italiano almeno quanto me con l'inglese.
Lei faceva la traduttrice simultanea.
Dirlo così forse non sembra altrettanto divertente di quanto è stato invece per noi.
Comunque mi sono sentito tra amici pur senza muovermi da casa.
Qualche giorno dopo UPS mi recapita questo:



assieme ad altri poster ed una rivista dei Top Gun, quelli veri, roba che Jethro Gibbs leggerebbe se esistesse.
E' in inglese.
Ops.
Guarderò le figure.
Il poster lo incornicerò.

Nel mondo reale invece né tempeste né bonacce.
I 2 ragazzi stanziali aspettano la fine della scuola (esami!) e dello stage.
Il Primo Ufficiale attende di poter tornare trasfertista per rifornire il suo conto in banca ormai quasi in debito d'ossigeno.
Qui non si batte chiodo, in autunno vedremo.
Inutile fare programmi a medio-lunga scadenza.

Io?
Buh.
Ho quasi raggiunto un certo equilibrio seppur livellato verso il basso.
Non mi aspetto un granchè più in nessun campo, magari così se dovesse succedere qualcosa di piacevole me la godrei appieno mentre se capitasse qualcos'altro di negativo sarei già nella modalità giusta.

Il vuoto lasciato da lei non accenna a riempirsi.
Da qualche giorno ho ricominciato a piangere più spesso, sarà perchè non riesco ad andare quanto vorrei al campo 4D e prendermene cura.
In fondo so che non passerà mai, è come un infarto, puoi ancora vivere normalmente ma la cicatrice sul cuore resta e fa male.
Sono uscito dalla terapia intensiva, aspetto che qualcosa/qualcuno mi porti fuori dall'ospedale.





Amore mio, in queste notti ti chiamo ancora con tutti i tuoi soprannomi, per sentire almeno la mia voce pronunciare ancora una volta quelle parole.
Tu non mi risponderai mai più però.
Mi manchi.








6 commenti:

  1. Se io muoio non piangere per me, fai quello che facevo io e continuerò vivendo in te.

    (Ernesto Che Guevara)

    Coraggio!

    Un bacione

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    Risposte
    1. Ciao Kylie, visto che io cito Goebbels ogni tanto, posso accettare l'irruzione del Che.
      Bacione ricambiato.

      Ah, il coraggio uno non se lo può dare. ;)

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  2. Le cicatrici rimangono, ma tu devi proseguire il tuo cammino, per lei e per loro. Sereno fine settimana.
    Ale

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  3. Risposte
    1. Wow!!
      :-)))

      P.S. Hai letto qui?
      http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=199931&sez=NAPOLI

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    2. Ciao Dani, ci siamo sentiti per altri canali.
      Se il tipo è bravo è bravo e basta.
      Poi sulla forma-stato si può discutere ma sull'uomo no.

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