Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

martedì 5 giugno 2012

Canon, Pentax e promesse.

Giornata abbastanza in chiaroscuro.
In casa non ho fatto praticamente nulla ad eccezione del pranzo.
Stamattina accompagnato Kowalski a scuola e poi subito al campo 4D per pettinare i fiori e riaccendere i ceri.
Puntata in Prefettura, consegnate le carte per assicurarsi altri 2 anni di licenza di uccidere e poi ridiscesa in Bisiacarìa.
Visto che di tornare non avevo una gran voglia mi sono fermato dal mio amico Paguro.
Si parlava di macchine fotografiche dei nostri tempi.
Proprio stamattina avevo rivisto la borsa di Wiz, pensavo contenesse la sua Canon AE1.
In realtà c'era dentro solo un attrezzo per il macro ed alcuni filtri.
La macchina sarà a MI, se la scambiava spesso con la sua mamma.
Di là dell'avvento delle pocket prima e delle digitali poi eravamo come bianco e nero, Don Camillo e Peppone, lei Canon ed io Pentax.
Io non toccai mai la sua mentre lei forse per farmi piacere scattò qualche immagine con la ME-F.
Non era d'accordo ma ero più bravo io e la mia Pentax era meglio della sua Canon.
Ecco.
Tanto non può più contraddirmi.
Purtroppo.
In realtà lei sapeva fotografare anche in macro (cosa che io non ho mai fatto) e padroneggiava ottimamente le digitali (io a malapena riesco ad accenderle).
Le sue qualità non le scopro certo oggi.

a Trieste nel '96, una Wiz coi capelli insolitamente lunghi.
Poi parlando con l'amica che si occupa ormai dei fiori recisi al campo 4D al ritorno dai suoi affetti lì vicino, scopro che anche lei ha combattuto una bestia.
Per fortuna ha vinto, sono passati abbastanza anni e quindi si può considerare al sicuro.
Quello che mi ha sorpreso (ma non più di tanto, l'avevo già sentito) è che il marito non venne mai a trovarla durante la degenza.
Mi tocca prendere atto che ci sono uomini che hanno paura e per questa non riescono a stare accanto alla persona cui hanno promesso di non muoversi "in salute ed in malattia, nella buona e cattiva sorte... etc."
Non ho titolo per giudicare nessuno ma uno dei miei più grandi rimpianti è essere riuscito a starle vicino H24 solo 50 giorni in legge 104.
9 mesi di quegli 11 li ho impiegati per la maggior gloria del conto in banca dei miei padroni (titolari è solo un modo di dire attuale).
Riuscì lei, già piegata dalla chemio ad assistere me ricoverato in chirurgia a marzo 2011.
Già.
Noi la promessa la intendevamo in modo diverso.
Quello giusto.



ti ho desiderato ardentemente
e ho desiderato
rivedere la tua faccia il tuo sorriso
per essere con te ovunque tu sia

ricordando
il tuo tocco
il tuo bacio
il tuo caldo abbraccio
ritroverò la mia strada per tornare da te
per favore dimmi che mi aspetterai

ancora insieme
ci si sentirebbe così bene
tra tue braccia
dove finiscono tutte le mie giornate
se tu puoi farmi una promessa
se tu la puoi custodire
prometto di venire da te
se tu mi aspetterai

e dimmi che terrai
un posto per me
nel tuo cuore. 

Mi manchi.


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