Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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Ovviamente non mi assumo nessuna responsabilità in merito ai commenti che restano sul groppone di chi li scrive.
Tuttavia intendo esercitare il diritto di rimuoverli senza spiegazione qualora vi fossero violazioni di legge o più semplicemente risultassero offensivi nei confronti miei, dei miei amici, parenti, conoscenti o lettori occasionali.
The lightsaber is on.

mercoledì 6 aprile 2011

Standby.






Ho schiarito un po' i colori del blog ed ingrandito leggermente i caratteri.
Aspetto una mail da un passato profondo con la stessa ansia di una lettera di carta.
Tutto qui.
Nessun'altra novità rilevante.



Cioè, qualcosa che mi frulla dentro ce l'avrei ma un po' la tengo dentro io ed un po' non vuole uscire lei.
Standby.

sabato 2 aprile 2011

il 100 me lo immaginavo diverso.

Inibitore della pompa protonica!
Il 100° post del Lato Grigio me lo immaginavo diverso.
Vabbè, comunque sono a casa.
L'emorragia è stata silente quanto cospicua e sono tuttora privo di circa la metà dei globuli rossi necessari alla mia stazza.
Cicatrizzata per ora l'ulcera devo fare in modo che non si riapra perchè un'altra perdita di quelle dimensioni sarebbe difficile da gestire.
Non è la concreta possibilità di morire che mi spaventa, sarebbe indolore, quanto ovviamente l'idea di abbandonare la nave proprio mentre il mare continua ad essere in tempesta.
C'è gente che ha bisogno di me quindi cercherò di trattenermi ancora un po'. Un minimo di buona educazione, perbacco!






Purtroppo è prevista una sostanziosa diminuzione di alcool, tabacco e robe buone, specie quelle grondanti condimento...
Non sarà neanche breve.
Pazienza.
Passeremo anche questa.
Con Wiz possiamo scambiarci l'omeprazolo...

giovedì 31 marzo 2011

non se ne salva uno.






Scusate l'assenza, nella notte tra domenica e lunedì u.s. un'emorragia interna da ulcera duodenale mi ha messo un po' ko.
Quindi adesso sono ricoverato in chirurgia non in pericolo ma con prognosi ancora incerta, per cui ci si sente in seguito.
Ciao.

sabato 26 marzo 2011

Willycoyote, Vasco ed il senso della vita su SLR.






Il mio webfriend Willycoyote di SottoLaRocca giovedì ha postato questo, il titolo originale è: "change...?!".
Siccome mi è piaciuto ve lo ripropongo pari pari:


“la cambio io la vita che non ce la fa a cambiare me”…?!

Ingredienti:
problemi a iosa;
un pizzico di disillusione;
qualche anno sulle spalle;
un pizzico di spossatezza;
una vena di pazzia;
una buona parte di incoscienza;
un’altrettanta buona dose di consapevolezza;
un po’ di esperienza;
un po’ di bambino “che è dentro di noi”;
un po’ di voglia di avventura;
un po’ di animo indomito;
una buona parte di sciocco orgoglio;
un bel po’ di caparbietà, irremovibilità, cocciutaggine, ostinazione, persistenza, pertinacia, puntigliosità, tenacia, testardaggine e similari;
parecchia stupidità;
un po’ di bisogno di respirare a pieni polmoni;
un pizzico di saggezza;
tanto…tanto da fare ancora.
Il tutto frullato, servito fresco, con ghiaccio, una fetta di limone e un ramoscello di rosmarino nell’orecchio.
Prosit!

“E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita.
E se Siddharta ascoltava attentamente questo fiume…allora il grande canto dalle mille voci consisteva in un’unica parola…la perfezione.”


La prima frase è una citazione di un brano che Vasco Rossi scrisse per Patty Pravo non so a che Sanremo, io invece come soundtrack ci metterei questa, sempre del Blasco.





Di Willycoyote non so nulla oltre il nickname e la comune frequentazione del nostro portale locale, non scrive spesso ma quando lo fa mi viene la voglia di condividerlo.
Stavolta non gli ho (per il momento ancora) chiesto il permesso di riproporlo qui sul Lato Grigio ma non penso che ci saranno problemi.
Su SLR siamo una piccola community alla periferia dell'Impero ma forse è proprio lontano dai riflettori che si possono ammirare bellissimi fiori.

martedì 22 marzo 2011

Memory VI o come se fosse oggi.




Quello che comunemente noi chiamiamo amore
forse non è altro che un paradosso, un'illusione
qualche cosa di cui tutti hanno sempre scritto
senza veramente mai sapere come fosse fatto

anche perchè guardo fuori e fuori non ce n'è
(anche perchè guardo fuori e fuori non ce n'è)
un milione di persone però lui non c'è
(un milione di persone però lui non c'è)
universi separati con le cuffie nelle orecchie
persi in una collettiva solitudine

RIT.
E se invece fosse il solo senso di essere qui
l'unica ragione per cui valga la pena di
fare tutto il viaggio e comprendere
quello che comunemente noi chiamiamo amore
E se fosse l'unico motivo che c'è
il significato ultimo per cui vivere
fino in fondo il viaggio e comprendere

Quello che comunemente noi chiamiamo amore
è qualche parola di una poesia o di una canzone
forse è solo un meccanismo che ci scatta dentro
solo un istinto che però chiamiamo sentimento

Come quando ti ho sentito avvicinarti a me
ed il cuore forte ha cominciato a battere
come la risata contagiosa di un bambino
come quando tutto sembra un pò più semplice

Hey, don’t care, I’ll always be with you
Don’t care, we can all see the truth
But there’s one thing I have to say
Don’t worry about yesterday
Yes, I’ll be your man
You’d better understand
And I promise that
My love you can’t forget
‘Cause, hey, this is my time
Love will never die.

RIT.
E se invece fosse il solo senso di essere qui
l'unica ragione per cui valga la pena di
fare tutto il viaggio e comprendere
quello che comunemente noi chiamiamo amore
E se fosse l'unico motivo che c'è
il significato ultimo per cui vivere
fino in fondo il viaggio e comprendere
quello che comunemente noi chiamiamo amore. 



Una delle cose che mi è sempre piaciuta in questi anni di convivenza con Wiz è citare nella comune conversazione, magari stimolati da un aneddoto o un episodio, momenti tra i primi della nostra storia e parlarne come se fossero appena successi.
Potrebbe essere uno dei significati della parola "sempre".
 
Diritti e ringraziamenti a Max Pezzali, angolotesti.it ed all'anonimo che qualche tempo fa tappezzò la propria città con manifesti come quello in foto.
Un grande.
 Giuro che non gioco più con i colori e gli sfondi.




lunedì 21 marzo 2011

Odissea all'alba?





Non sono mica convinto che stiamo facendo la cosa giusta.
Cioè, Gheddafi era lì da 40 anni: ce ne accorgiamo adesso che era un dittatore? Perdipiù neanche dei peggiori, quantomeno ci dava il gas, il petrolio e teneva alla larga i clandestini ed Al Qaeda. Più che sufficiente a mio avviso.
Qual'è l'opinione di questi sedicenti "volenterosi" sul regime iraniano o saudita?
A mio avviso il Premier ha commesso uno dei pochi errori di politica estera. Non ne fa molti ma quando li fa sono grossi: uno è l'appoggio alla Turchia nell'UE, l'altro è questo.


La democrazia non si esporta. Non là perlomeno.
Credo che questo giochetto creerà più problemi di quelli che vuole risolvere.
Spero di sbagliarmi.
grazie a bastardidentro.it

sabato 12 marzo 2011

Conservare abbastanza spazio nei cuori per due.



Le cose preziose e fragili
Hanno bisogno di essere maneggiate in modo speciale
Dio mio, cosa vi abbiamo fatto
Abbiamo sempre cercato di condividere
La più tenera delle cure
Guarda adesso cosa vi stiamo facendo passare

Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Pensavo che ce l’avremmo fatta
Ma parole rimaste in gola
Ci hanno lasciato tanto fragili
C’era rimasto così poco da dare

Gli angeli con ali d’argento
Non dovrebbero fare la conoscenza della sofferenza
Vorrei poter prendere su di me la vostra pena
Se Dio ha un piano grandioso
Che soltanto Lui conosce
Spero che stia guardando attraverso i vostri occhi

Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Pensavo che ce l’avremmo fatta
Ma parole rimaste in gola
Ci hanno lasciato tanto fragili
C’era rimasto così poco da dare

Io prego che voi impariate ad avere fiducia
Fiducia in entrambi noi
E che conserviate abbastanza spazio nei vostri cuori per due

Le cose si danneggiano
Le cose si rompono
Pensavo che ce l’avremmo fatta
Ma parole rimaste in gola
Ci hanno lasciato tanto fragili
C’era rimasto così poco da dare



la foto è stata sostituita in un secondo momento per non urtare diverse sensibilità.

Wiz è uscita a prendere un caffè prima che i metalli pesanti iniettatigli ieri comincino a produrre quella spossatezza che la pervade i giorni seguenti la terapia.
Però prima di farlo è passata da me che non mi decido ad andare a dormire.
Bacio.
Carezza.
Abbraccio.
Come sempre quando ci incrociamo.
Non ricordo effusioni tra i miei ma voglio invece che i nostri figli abbiano ben stampato in mente che papà e mamma si sono sempre amati tantissimo e che questo passa (anche) da una carezza, un bacio, un abbraccio.

  ... ma lo vedete anche voi l'amore in quello sguardo?
Io si e non smetterò mai di ringraziare Alessandro e Laura per avermi regalato la loro splendida quarta figlia.
Ecco.


Il solito inevitabile ringraziamento ai Depeche Mode per la colonna sonora ed a 013 per la traduzione del testo.