Cosicchè andrò io ad innaffiare quei semi domani.
Spesso mi chiedo se abbia senso il valore che attribuisco a quel rettangolo di terra.
In fondo lei non c'è più.
Più.
Persa.
Andata.
Game over.
Me la devo smazzare io in questo mondo che non mi piace e cui io non piaccio.
Che differenza può fare ormai?
Come un pugile suonato guardo i trofei passati, qualche vittoria, tante sconfitte ma una carriera viva.
Ora di vivo c'è ben poco.
Il mio cuore batte per inerzia.
Però quel tuo giardino non lo abbandonerò mai.
Sarà anche inutile ma è molto di ciò che mi resta.
Anche se domani pioverà.
Mi manchi.
Non sai quanto.
Spero che esista un paradiso e tu ci sia amore mio.
Perchè qui è l'inferno.

Vedi. Il protrarsi del dolore, che cambia forma ma resta sempre lì, che non si tacita.
RispondiEliminaChi guarda, chi ci guarda, forse pensa che in qualche modo, senza esserne consapevoli, ci accompagnamo a quel dolore senza davvero volerlo allontanare. Che ce lo siamo fatto amico.
Ma non è così. Lo svenderei al primo passante.
No scusa... avrebbe diluviato assai: basta con sta pioggia.
RispondiEliminaPoi, per il resto del post, non aggiungo parole: è tutto chiaro a chi legge, mi auguro anche a chi scrive (non è retorica amico mio, davvero).
Una pacca sulla spalla e un abbraccio :)
Gioia e chaillR, la risposta tarda perchè non saprei come replicarvi.
RispondiEliminaPer cui vi ascolto e resto in silenzio.
Baci.