i dispiaceri che ho conosciuto
e i segreti che ho sentito,
allevierebbe la mia mente
qualcuno che ne condividesse il peso,
ma non sussurrerò una parola.
Siamo uguali
io e il silenzio,
abbiamo bisogno di una opportunità per approfondire le cose,
uguali
io e il silenzio,
troveremo un modo per risolverlo.
Non è che non mi manchino le tue telefonate però comunque bisognava risolvere il problema.
Il cellulare ed internet non possono sostituire il vis-à-vis.
E tu da questo sei sempre fuggita.
Per cui indipendentemente dalla sciocchezza che ti rimproveravo, peraltro già perdonata, mi è sembrato più funzionale fare un ulteriore passo indietro.
Poi (telepatia?) mi hai chiamato mentre stavo scrivendo e siamo rimasti al telefono per 20'.
Capisci che non va bene?
Probabilmente no.
Posso sentire il pianto
della foglia sull’albero
quando cade per terra,
posso sentire il richiamo
di una voce che riecheggia
e non c’è nessuno intorno.
Siamo uguali
io e il silenzio,
abbiamo bisogno di una opportunità per approfondire le cose,
uguali
io e il silenzio,
troveremo un modo per risolverlo.
Anche questo modo di parlarsi è assurdo, irreale.
Per cui me ne sto qui, in silenzio e se vorrai sentire cosa ho da dire, qualsiasi cosa, dovrai guardarmi.
Oppure ci telefoneremo ogni tanto per parlare di tombe, del tempo e di figli...
...

Mi permetto....
RispondiEliminaSe una "cosa" non è... non la si può far diventare.
Ciao Boh, bentornato.
RispondiEliminaConcordo con te, però c'era bisogno di un riavvio.
Fatto.