Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

giovedì 10 novembre 2011

Sette e trentuno, game over.

Stamattina avevo una sveglia alle 7.31'.
Come se potessi dimenticarmi di dov'ero e cosa è successo un mese esatto fa.
Alle 7.28' le avevo fatto togliere l'ormai inutile mascherina, volevo accarezzare per gli ultimi minuti il suo viso, non plastica.
Tutto l'ossigeno del pianeta non le sarebbe servito, le avrei dato anche il mio senza esitazione.
In quei 3 minuti avrà respirato si e no una decina di volte, il suo forte cuore era impegnato in una battaglia ormai senza speranza.
Io ero diviso, una lightsaber rovente mi affettava in 2 perfette metà.
Una diceva: riposa amore mio, hai combattuto abbastanza, riposa ora.
L'altra, attendendo il prossimo respiro che tardava ad arrivare, la scongiurava: fammene un altro amore mio, ancora uno, non può finire, non deve finire...
E' andata avanti così per 3 lunghissimi minuti.
Non so cos'abbia avuto di diverso l'ultimo rantolo per farmi capire che era quello definitivo ma lo riconobbi.
Riflesso corneale assente.
Game over.
Un pezzo di me moriva con lei e niente ma proprio niente potrà mai restituirmelo.
Perlomeno è andata nel modo giusto, ero con lei e si è arresa tra le mie braccia.
Soli io e lei.
2 ore prima avevo rimandato a casa il Primo Ufficiale e Woody, la sorella presente.
Fu il nostro amico Niq a tenerle la mano per penultimo tra le 6 e mezza e le 7 mentre io telefonavo, twittavo, bevevo un caffè e piangevo come un vitello sgozzato.
Poi i ricordi si fanno confusi.
Le ore successive si mescolano con quelle dei giorni seguenti in un unico incubo.
Il mondo si è fermato alle 7.31' del 10 Ottobre del 2011.







Poi purtroppo è ripartito.
Il futuro si presenta generoso di domande ed avaro di risposte.
Posso contare su tante persone che hanno amato la mia Wiz ed amano me coi 3 sopravvissuti.
Questo mi impedisce di raggiungerla.
Umanamente e razionalmente non posso proprio aggiungere sangue a lacrime.
Aspetterò.
Sono in missione per conto di Wiz.





Proprio mentre scrivevo, il Primo Ufficiale mi ha informato che nella metropoli (non so dove, c'entrano i suoi ex-compagni delle superiori) stasera si terrà una messa in suo ricordo. O forse si dice suffragio.

Quanto è scialbo il mondo senza te, amore mio.
Mi manchi ogni giorno di più.
Mio unico amore.


Aggiornamento prima di andare a dormire: ho sentito il Primo Ufficiale in trasferta.
Premessa, Wiz frequentò un Istituto d'Arte religioso che solo stasera ho scoperto essere chiuso da tempo.
Lo hanno riaperto per celebrare la messa nella cappella interna.
Solo per lei.
Direi che non c'è niente da aggiungere.


lunedì 7 novembre 2011

Umiltà in versione originale.

Grazie Signore per avermi insegnato l'umiltà.

Questa frase è per me ricorrente ogni volta che cerco di sollevarmi dal pantano in cui regolarmente e non da oggi mi trovo.
Ieri pontificavo di nuove vite, ricostruzioni e balle varie.
Stanotte ho sbattuto il naso contro la realtà.
Mi alzo alle 3 per bere e vedo una chiazza d'acqua nei dintorni della lavastoviglie.
Stropiccio gli occhietti e capisco che quello è il punto d'arrivo e non di partenza.
Cominciava dal freezer.
Ristropiccio gli occhi e la spia verde che abitualmente fa una flebile luce da sembrare spenta è realmente spenta.
Accipicchia! ("Cazzo!" nella versione originale, ndt)
Ma come? Perchè?
Ok, ci siamo, ho fatto casino tra le spine della friggitrice e quella del congelatore ed è quest'ultima ad essere restata staccata.
Accidenti! ("Merda!" nella versione originale, ndt)

Il mio primo pensiero è stato: quando si sveglia glielo racconto.

Già.

Cosa racconto a chi?

Soprattutto cosa racconto a me stesso?



Vabbè, ci penserò dopo, prendo il mocio ed asciugo parte del lago, riattacco l'elettrodomestico senza il congelamento rapido almeno per bloccare lo scioglimento dei ghiacci e torno a letto.

Torno a letto e piango quelle lacrime che ero riuscito ad evitare qualche ora prima.

Ma dove voglio andare?
Cosa voglio fare?



Stamattina ho portato a Lorella un borsone pieno di alimentari dalla temperatura incerta, ci penserà lei a salvare il salvabile e cucinare il cucinabile.
Ho riconsegnato alle vigilesse il contrassegno parcheggio invalidi, siamo riusciti ad usarlo meno di un mese.

La mia ora d'aria sul web è finita.
Devo ancora lavare il pavimento, fare la spesa, varie ed eventuali e lavorare per i 30 denari.
Altro che pensare ad una nuova vita, meglio prima non mandare ad escort (puttane nella versione originale,ndt) quella che ho adesso.




domenica 6 novembre 2011

Solo il tempo. (Insight reloaded)

Così non posso andare avanti.
Sono stufo di piangere.
Lo sto facendo anche ora.
Per ciò che vale ciò che leggo su internet sono sulla strada della depressione e non posso permettermelo.
Maledetti obblighi e maledetto il mio senso del dovere.
La gestione casa/lavoro mi occupa tempo ma la vita non può essere tutta qui.
Non lo era prima, dovrà tornare a riempirsi di contenuti.
Purtroppo uno dei peggiori incubi si è realizzato: il mio lavoro era sostenibile con una solida famiglia alle spalle. Turni stabiliti settimanalmente e perennemente modificabili in corso d'opera annullano quasi ogni possibile vita sociale. Tante feste passate lontano, notti, estati...
Però devo provarci.
Si... ma provare a far cosa?
Ho paura a dirmelo io stesso.
E' così complicato, troppi sentimenti si accavallano...
Non sono neanche sicuro di riuscire a farcela in questo post, ci giro intorno ma non ho il coraggio di scriverlo.



Ci provo?
Ok... 3,2,1...
Vorrei conoscere un'altra donna.
Va bene, l'ho scritto. E adesso?
I problemi restano tutti.
In primis quelli logistici descritti sopra. Il mio amico Niq, divorziato, ci ha provato e pur potendo contare su qualità che ritengo migliori delle mie non ci è ancora riuscito. E' un grand'uomo pur se di taglia M, fisicamente e di salute è messo meglio di me, un bel paio di occhi chiari che però non hanno ancora perforato il cuore di nessuna.
Vero è anche che non posso parametrare la mia vita su quella di nessun altro, quindi ignoriamo questo fattore.
Il problema è tutto mio.
Se devi uscire con una donna che non è tua moglie devi toglierti l'anello alla mano sx altrimenti si comincia male. Nessuna merita di essere la ruota di scorta di un'altra.
Moralmente ne sarei legittimato, la maledetta morte mi ha sciolto dal patto di fedeltà ma già so che quello sarà il momento più difficile.
Vabbè, lasciamo perdere, con queste premesse non vado da nessuna parte.
Non voglio riempire un letto (per quanto mi farebbe bene, diciamolo) ma ho bisogno di parlare con qualcuna accarezzandole la mano.
Lei non c'è più, la prossima se esiste dovrà avere tanto coraggio e pazienza.

Enya è un angelo.

Ad essere sinceri un inizio c'è.
Si tratta di un'esercitazione a salve, lei è una webfriend che ha subìto l'esperienza della vedovanza precoce.
Non abbiamo stabilito né data né luogo però ci siamo ripromessi di incontrarci.
Credo anche che sia occupata quindi non sarà assolutamente un appuntamento galante.
Da qualche parte bisogna pur cominciare.
Ed io devo, voglio ricominciare.
Non so se sarò ancora un marito ma i 3 hanno bisogno di un padre in forma.
Maledetto senso del dovere.

Ma mi stai guardando amore mio?


venerdì 4 novembre 2011

Guardia e ladro. (Donne, Amori e altri Guai: Parlami ancora)

Non volevo scrivere niente stasera.
Direi che il mio senso di vuoto è ormai chiaro.
Provo a tenere a bada i sensi di colpa ma qualche rimorso nuovo appare puntualmente.
Qualche rimpianto. Tanti.
Nessuno sostituisce quello precedente, si sommano aritmeticamente.
Ok, dò solo un'occhiata alla blogroll e poi lascio il pc alla Bimba... alt, CosmoGirl ha scritto qualcosa... click.
Leggete anche voi.
Avrei potuto scriverlo io, l'ha fatto lei e meglio.


Donne, Amori e altri Guai: Parlami ancora: Ora ti vengo a trovare nella tua nuova casa, anche se qui fa più freddo ma il tuo volto è sempre lo stesso. E forse ancora mi ascolti quando...



Stasera non faccio la guardia, stasera rubo parole.
Lo chef consiglia anche la soundtrack.




Invece no
qui piovono i ricordi
Ed io farei di più di ammettere che è tardi
Come vorrei…
Potere parlare ancora, ancora
E invece no!
Non ho!
Più tempo per spiegare
Che avevo anch’io, io!
Qualcosa da sperare davanti a me
Qualcosa da finire insieme a te.

Grazie CosmoGirl.


giovedì 3 novembre 2011

Assenze. (wait & see II)



Io come un albero nudo senza te
senza foglie e radici ormai
abbandonata così
per rinascere mi servi qui non c'è una cosa che non ricordi noi
in questa casa perduta ormai
mentre la neve va giù
è quasi Natale e tu non ci sei più

E mi manchi amore mio
tu mi manchi come quando cerco Dio
e in assenza di te
io ti vorrei per dirti che
tu mi manchi amore mio
il dolore è forte come un lungo addio
e l'assenza di te
è un vuoto dentro me
perchè di noi
è rimasta l'anima
ogni piega, ogni pagina
se chiudo gli occhi sei qui
che mi abbracci di nuovo così
e vedo noi stretti dentro noi
legati per non slegarsi mai
in ogni lacrima tu sarai per non dimenticarti mai

E mi manchi amore mio
così tanto che ogni giorno muoio anchi'io
ho bisogno di te
di averti qui per dirti che

Tu mi manchi amore mio
Il dolore è freddo come un lungo addio
e in assenza di te
il vuoto è dentro me

Tu mi manchi amore mio
e mi manchi come quando cerco Dio
ho bisogno di te
il vuoto è dentro me

Grido il bisogno di te
perché non c'è più vita in me
Vivo in assenza in assenza di te. 





Non passa.
Il dolore non accenna a diminuire. Questi 24 anni si sono confusi in un calderone e le uniche immagini che mi tornano in mente sono quelle della sua agonia e di quella cassa chiusa.
La mente riesce a staccare ogni tanto ma i flashback ritornano.
Più volte. 
Ed ogni volta una lightsaber affonda rovente tra le mie carni.
Soprattutto dopo aver saputo cose di lei che ignoravo.
Portava un peso da sola per sollevarlo dalle mie spalle ed io non mi sono accorto di nulla.
Questo rimorso mi perseguita ancora di più della stessa perdita e dovrò conviverci ma niente assoluzione per me.


Kowalski
Accompagnando Kowalski a scuola stamattina eravamo in anticipo.
I: - siamo in anticipo, vuoi aspettare 5 minuti?
K: - come vuoi tu.
I: - l'ho chiesto a te..
K: - aspettiamo.

Pessima idea o forse no. Un po' di lacrime sono sgorgate in silenzio dagli occhi di entrambi.


I: - è difficile piccolo mio, è tanto difficile.


I 5 minuti sono passati, scende dall'auto e si incammina verso scuola. Immagino a capo chino, non sono riuscito a guardarlo mentre si allontanava.
Piccolo grande Padawan, toccherà indegnamente a me completare il suo addestramento e non solo il suo.
La Forza scorre potente anche negli altri due, il Primo Ufficiale è già una realtà, la Bimba/cuoca mi sfugge un po' di più per motivazioni tecniche e logistiche. So che posso già ragionevolmente fidarmi ma 17 anni sono sempre 17 anni, accipicchia.
Qualcosa inventerò.

Inventare, già.
Dovrò reinventare anche me stesso.
Piangere Wiz mi fà compagnia in questi giorni ma voglio che nei prossimi mesi od anni il suo ricordo mi faccia aprire un sorriso.
Perchè ciò accada ho bisogno di vedere una luce in fondo al tunnel, qualche progetto ce l'ho, wait & see.
Il futuro non è scritto.

Ti amerò sempre Wiz.
Se qualcun'altra avrà il coraggio e la pazienza di fare un pezzo di strada con me non ti sostituirà.
Farà un pezzo del tuo lavoro e tu potrai finalmente riposare.
Se.

Mi manchi.

Dopodomani è il 5 novembre e fa solo più male. un anno dopo

.

lunedì 31 ottobre 2011

Le Croci pesano.



Scopro ogni qualche giorno cose che non conoscevo di lei.
Quasi tutte buone.
Le volte in cui ha seguìto la via del Lato Oscuro lo ha fatto per me.
Adesso mi tocca portare delle croci.
Croci che prima trascinava lei a mia insaputa.
Ho Cirenei che mi amano e mi aiutano ma ora tocca a me portarle.
Pesano.
Scusate non entro in particolari, questo è veramente solo mio.



Non la amerò di meno per questo.

Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme

Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme.





venerdì 28 ottobre 2011

Memory X, il sole mi parla di te.

Casa nostra è sempre stata un casino.
Confusione, caos, disordine poi gli ultimi mesi avevano portato la barca alla deriva.
Nei giorni in cui mi/ci sono stati accanto, mio fratello, una cognata ed una nipote ce l'hanno rimessa in rotta.
Ora è presentabile.
Trafficando con l'abbigliamento salta sempre fuori qualcosa di suo.
Stamattina ho rivisto la felpa nera con cappuccio che si era portata in Alto Adige.
Poi una camicia che le avevo regalato nei primi anni 90.






Ma il tocco migliore l'ho rivisto oggi pm nel mio portafoglio.
E' un pezzo di carta grande come un francobollo.
C'è scritto il numero di telefono di casa sua.
Un numero di Milano a 6 cifre, non ne esistono più, infatti è cambiato quando sono passati ad 8. Ovviamente senza prefisso.
Solo il numero di suo pugno, io ci aggiunsi vicino in seguito il PIN del nostro primo bancomat.
Me lo scrisse l'8 luglio 1987 nel pomeriggio.
E' stato sempre con me.



Parlami come il vento fra gli alberi
Parlami come il cielo con la sua terra
Non ho difese ma
Ho scelto di essere libera
Adesso è la verità
L'unica cosa che conta
Dimmi se farai qualcosa
Se mi stai sentendo
Avrai cura di tutto quello che ti ho dato
Dimmi
Siamo nella stessa lacrima, come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni
Ascoltami
Ora so piangere
So che ho bisogno di te
Non ho mai saputo fingere
Ti sento vicino
Il respiro non mente
In tanto dolore
Niente di sbagliato
Niente, niente...
Siamo nella stessa lacrima, come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni in una lacrima
Come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi sui tramonti della mia terra su nuovi giorni
Il sole mi parla di te... mi stai ascoltando?
Ora la luna mi parla di te... avrò cura di tutto quello che mi hai dato...
Anche se dentro una lacrima, come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni in una lacrima come un sole e una stella
Siamo luce che cade dagli occhi sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni
Ascoltami


Si, avrò cura di tutto quello che mi hai dato.
Mi manchi.