Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

lunedì 15 dicembre 2014

Fu vera gloria?

Le dodici e mezza
e sto guardando l'ultima trasmissione
nel mio appartamento, tutta sola
come odio passare la serata da sola 

Venti d'autunno soffiano fuori la finestra
dò uno sguardo per la stanza
e mi rende così depressa guardare l'oscurità
non c'è un'anima là fuori
nessuno che ascolti la mia preghiera
Dammi! Dammi! Dammi!

un uomo dopo la mezzanotte
qualcuno mi aiuterà?
scaccerà le ombre? 

Dammi! Dammi! Dammi!
un uomo dopo la mezzanotte
che mi accompagni nel buio
fino allo spuntare del giorno
Le stelle del cinema
trovano la fine nell'arcobaleno
con una fortuna da vincere
è così diverso dal mondo in cui vivo io
sono stanca della tv
apro la finestra e osservo la notte
ma non c'è niente lì da vedere
nessuno in vista
non c'è un'anima là fuori
nessuno che ascolti la mia preghiera 

dammi! dammi! dammi!
un uomo dopo la mezzanotte
qualcuno mi aiuterà?
scaccerà le ombre?
dammi! dammi! dammi!
un uomo dopo la mezzanotte
che mi accompagni nel buio
fino allo spuntare del giorno. 




La mia vita sociale si dipana dietro al monitor, niente di cui andar fieri ma questo è.
Per cui cito una webfriend che mi consigliava, ancora una volta, di non nominare sempre mia moglie nei discorsi.

- a nessuna donna piace essere la seconda, dixit.

- Come la spieghi allora la passione di molte di voi per l'uomo sposato?

Non sono un giudice né un confessore, per inciso neanche la mia Wiz si sottrasse a quest'esperienza nei primi anni '80, solo che ogni tanto vorrei capire.

Nel nostro quarto di secolo ritengo non mi si sia mai parata davanti qualcuna che volesse rubarle il trofeo.
Io sostengo perchè appariva lampante come non ci fosse trippa per gatte, lei invece dava la colpa/il merito a fette di salame sui miei occhi.

Fu vera gloria?



Comunque a campionato ormai finito è una medaglia che nessuno potrà togliermi.

...

sabato 6 dicembre 2014

Non dovrei farlo - memory II.I - XXVI.

Non dovrei farlo.
Lo so da me.
Anche se una webfriend riapparsa recentemente da un paio di vite addietro si è particolarmente raccomandata.
Però cedo.
Non ci riesco.



Ho rivisto quella boccetta.

Ho annusato ancora quel profumo.


Ne parlavo qui.
Una settimana prima che il mostro ci dichiarasse guerra, poi vincendola.

Quel profumo è sopravvissuto perchè la mia Wiz non ne faceva gran uso.
Una donna acqua & sapone.
Il deodorante era maschile, il mio.

Oggi quel Vanderbilt lo usa nostra figlia.

La cosa mi crea un certo conflitto di interessi.

Tuttavia mi va bene.

Quasi.

Cioè, non so.

Forse.


Boh.



So che dovrei guardare innanzi a me.
Lo farò, lo faccio di già.
Ma quelle "gocce di memoria" non le posso annullare.

Siamo gocce di un passato
Che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferrabile.
Racconterò di te.
Inventerò per te quello che non abbiamo.
Le promesse sono infrante, come pioggia su di noi.
Le parole sono stanche ma so che tu mi ascolterai.
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità. 



Non ti dimenticherò mai.

Anche quando andrò avanti.


giovedì 4 dicembre 2014

Colombo 2014.

Hai una corazza.
Non riesco a vedere dietro.
Strano.
In genere un'idea, magari sbagliando, riesco a farmela.
Invece no.

Wait & see.





E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni.

[C. Colombo]




Però il buongiorno di stamattina mi ha piacevolmente stupito.

...


giovedì 27 novembre 2014

Abbiamo perso ancora.

L'altra mattina, verso le 7 squilla il telefono: è il Primo Ufficiale.
Uhm, non va bene, io sono al lavoro e lui si sta preparando per andarci.

- Ciao P.U. che succede?
- Abbiamo perso ancora.
- WTF?
- A. è morta.
- Merda, sappiamo come funziona, sembra che si trovi un equilibrio poi in poche ore crolla tutto. Peccato, pareva che a questa tornata ce la potessimo fare.
- Già.

Anche stavolta cisplatino, gemcitabina e taxotere (più qualche tiro di bisturi) hanno regalato del tempo ma non la vittoria.

Era una sorella di Wiz.
La n° 2 in ordine di apparizione (la mia Sposa era la n° 4).
Una vita intensa ma sempre con un approccio molto easy, tanti anni anche dedicati al volontariato internazionale.
Nonna 2 volte.

Le volevamo bene.

A tutt'oggi casa sua resta l'unico posto dove negli ultimi anni ho dormito notti intere ininterrottamente e senza incubi.


Ci venivano le rondini ogni anno.
Quelle bestie avevano fatto il nido anche in una stanza della loro fazenda.
Con suo marito decisero allora di non recuperare il locale e di lasciare sempre la finestra aperta di modo che queste potessero entrare ed uscire a piacimento.
Un altro sito era dedicato esclusivamente a Cacao, un gatto nero cieco che l'accompagnava da una decina d'anni.




Ora posso confessare un misfatto.
Credo fosse l'88 o l'89, ci trovavamo insieme qui a Monfy quando era ancora utilizzata come casa di vacanza.
Giustamente lei si portò dietro anche i criceti, mica poteva lasciarli soli a Milano.
Due.
Maschio e femmina.
Rigorosamente separati da una grata.
Quella grata che io e la mia Wiz, nel silenzio della notte, forse reduci da una tempesta ormonale,  alzammo e lasciammo sollevata per circa un quarto d'ora.
Poco tempo dopo, A. non riuscì a capacitarsi di come quelle sottospecie di sorci fossero riusciti a moltiplicarsi pur in regime di apartheid.
Non glielo dicemmo mai. 



Mi/ci mancherà.

Continuo a non crederci ma spero comunque che sia in un posto più bello.

Anche lei.

Sono sempre i migliori che se ne vanno, tant'è che io sono ancora qui.

...



lunedì 24 novembre 2014

Ritorno al Campo 4D.


Tornato al Campo 4D dopo mesi.
Qualcun altro ne sta curando il look, faccia pure.

Io ho bisogno di risposte perchè le domande si stanno facendo sempre più grandi ma quello è il posto dove il silenzio assorda.

Vedo, spesso con ritardo, gli effetti.
Cerco le cause.
Nebbia.
Non ci arrivo.
Non capisco.

Una sola domanda: perchè?

Cosa ho fatto che non andava?
Dove ho/abbiamo sbagliato?
La genetica offre molti spunti ma non il quadro completo.



C'è qualcos'altro che ignoro, amore mio?

Comunque così non va bene.
La prima incazzatura sta lasciando il posto ad una rabbia sotterranea, magmatica.

Come un fiume carsico ha un solo obbiettivo: il mare.
Non è ben chiaro come ci arriverà ma sara meglio non trovarsi nei dintorni al momento.
Spero solo di limitare i danni collaterali. 

Tuttavia non posso essere solo chiacchiere e distintivo.

Oppure si ed il mio fallimento sarebbe completo.

Però non credo.

Nota a margine di questa visita che non è riuscita a darmi pace come faceva fino a non molto tempo fa: una voce mi chiama per nome, qualche secondo per ritrovare quel viso nella memoria.
Un'infermiera di oncologia.
L'ultima volta che la vidi era il 13 ottobre 2011 con gli occhi gonfi di pianto.

- Ciao, come va? Beh, tenendo conto del posto dove ci incontriamo...
- infatti, sai, tua moglie è sepolta a poca distanza da mio marito...
- Yu - hu!
- già.
[...]

...


mercoledì 12 novembre 2014

Schengen dentro.


“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede. 

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.”


— Ho sceso dandoti il braccio - Eugenio Montale.


Ancora sogno, l'altroieri.
Stessa ambientazione del 26 agosto, io sempre a letto a cercare di mettere in saccoccia un po' di sonno e lei seduta sul bordo per un bacio ed una carezza.
Solo che stavolta era pomeriggio e rientrava dopo aver portato/ripreso uno dei pargoli a/da un'attività pomeridiana.
Indossava un giaccone invernale marrone (che in realtà non possedeva ma le stava bene).
Il suo viso era quello degli anni 2000, matura, sempre bellissima.

Cosicché sono due giorni che è un susseguirsi di sue immagini come in una slideshow.
Tutte coronate da un commento: "Dio, quant'eri bella."
Proprio come lo dico guardando questa foto che è lo sfondo attuale del telefono.
Ricordo perfettamente quella camicia, ricordo quanto adorava quel pullover che, ahimè, la mia mamma terminò con un lavaggio catastrofico.
Si rivalse restringendone un paio di miei ed appropriandosene.

A pensarci, aveva una certa maestria nel restringere i capi per poi impossessarsene.
Lo fece anche con un paio di camicie ed a tutt'oggi è sepolta con una polo a manica lunga originariamente mia ma che, miracolosamente, poi andava bene a lei.

Non posso far nulla contro queste incursioni di ricordi, finché niente altro (nessun'altra, ndt) occuperà gli spazi che si sono liberati con la sua partenza, lei vagherà senza freni.

Un po' come avere un'area Schengen dentro.


Solito cane che si morde la coda.


Novembre caldo, poca Bora, tanto Scirocco.


...



sabato 1 novembre 2014

Prova tu.

Ti racconterei le cose in mezzo a cui mi hanno messo
Del dolore a cui sono stato sottoposto
Ma il Signore stesso sverrebbe
Gl'innumerevoli banchetti preparati ai miei piedi
Frutti proibiti per me da mangiare
Ma penso che il tuo polso inizierebbe a battere [forte]

Ora non sto cercando assoluzione
[O] Perdono per le cose che faccio
Ma prima di giungere a qualsiasi conclusione
Prova a camminare nelle mie scarpe
Prova a camminare nelle mie scarpe

Inciamperai nelle mie impronte
Mantieni gli stessi appuntamenti che ho preso io
Se provi a camminare nelle mie scarpe
Se provi a camminare nelle mie scarpe

La moralità mi disapproverebbe
La decenza mi guarderebbe dall'alto in basso
Il destino del capro espiatorio è fatto di me
Ma lo prometto ora, mio giudice e giurati
Le mie intenzioni non avrebbero potuto essere più pure
Il mio caso è facile a vedersi

Non sto cercando una coscienza più pulita
[O] Pace mentale dopo quello che ho passato
E prima di parlare di qualsiasi pentimento
Prova a camminare nelle mie scarpe
Prova a camminare nelle mie scarpe

Inciamperai nelle mie impronte
Mantieni gli stessi appuntamenti che ho preso io
Se provi a camminare nelle mie scarpe
Se provi a camminare nelle mie scarpe
Prova a camminare nelle mie scarpe

Ora non sto cercando assoluzione
[O] Perdono per le cose che faccio
Ma prima di giungere a qualsiasi conclusione
Prova a camminare nelle mie scarpe
Prova a camminare nelle mie scarpe

Inciamperai nelle mie impronte
Mantieni gli stessi appuntamenti che ho preso io
Se provi a camminare nelle mie scarpe
Inciamperai nelle mie impronte
Mantieni gli stessi appuntamenti che ho preso io
Se provi a camminare nelle mie scarpe
Prova a camminare nelle mie scarpe
Se provi a camminare nelle mie scarpe
Prova a camminare nelle mie scarpe.




Ovviamente mi auguro che non ti succeda.

(Chi ha orecchie per intendere in-tenda, gli altri in camper.)



Ho fallito amore mio, perdonami se puoi.