Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

domenica 13 novembre 2011

Di mamme non ce n'è una sola.

La suocera.
Questo stereotipo svillaneggiato e sbeffeggiato nel comune sentire.
Io invece auguro alla mia ancora lunga vita nonostante la tragedia di quest'ultimo anno abbia inflitto un colpo duro alla sua cagionevole salute.
In questi mesi è stata la persona con cui ho parlato di meno nonostante fosse quella con cui volevo farlo di più.
Solo pochi giorni dopo il funerale riuscii a dirle "grazie di avermela regalata".
Poi più nulla.
Non ce la faccio.
E' come di cristallo ora.
Stamattina mi raccontavano che ha voluto comunque andare a messa nonostante una spiccata debolezza.
Non sopporterei di farle del male.
la foto originale è stata sostituita su richiesta di chi aveva titoli per farlo.

Vorrei scrivere ancora tante cose ma rischierebbe di sembrare un epitaffio prematuro.
Quello che so è che le voglio bene.
Tantissimo.
Forse è perchè condividiamo la testa della classifica (invero affollata) del dolore che restiamo in silenzio entrambi.
Col suo amato Rino plasmò Wiz come l'ho cononosciuta ed amata io.
Niente male direi.
Fino al 27 gennaio 1989 l'ho chiamata "signora", dal 28 è stata "mamma" e lo resterà per sempre.
Resisti mamma, nonna e bisnonna. Non lasciarci.
Verrà il momento ma non sono questi i giorni.



sabato 12 novembre 2011

Chiacchiere e distintivo. (perchè ogni giorno viene sera?)



Dio delle città
e dell'immensità,
se è vero che ci sei
e hai viaggiato più di noi,
vediamo se si può imparare questa vita,
e magari un po' cambiarla,
prima che ci cambi lei. 
[...] 
 Ma Dio delle città
e dell'immensità,
magari tu ci sei
e problemi non ne hai.
Ma quaggiù non siamo in cielo,
e se un uomo perde il filo,
è soltanto un uomo solo. 

Qui sta uscendo tutto fuori controllo.
Non riesco a starci dietro.
Vedo i ragazzi pochi minuti al giorno, se sono a casa io non ci sono loro e viceversa. Forse mi converrebbe ricominciare coi turni di notte.
Non mi ricordo mai una mazza, era lei la mia memoria.
Durante la settimana li nutre Lorella (se qualcuno riesce a convincerla a farmi contribuire ai costi gli do un bacio), stasera sono fuori entrambi con amici, rientreremo tutti e 3 grosso modo alla stessa ora (la Bimba forse più tardi, passa a prenderla Andrea. Chi cazzo è Andrea? Cerco con Google?).
Domani Kowalski ha la pulizia sentieri col CAI ma l'abbigliamento se lo dovrà trovare da solo oggi pm.
Insomma il mio primo mese da ragazzo-padre per me è un fallimento.
Questa casa è vuota.
Andiamo, torniamo, ci incrociamo.
A volte neanche quello, Lun e Mar p.v. ho dei turni assurdi...
Eppure, come sempre, non vedo soluzione.
Un lavoro, anche se di merda, è pur sempre un lavoro ed è inutile sottolineare quanto ciò sia importante.
Però è la nostra vita ad essere fuori controllo.
Non è così che dovrebbe essere e non è così che era.
Quella di adesso non mi piace.
Ora ho capito che sbagliavo a lasciarle tutto mentre andavo a procurarmi da vivere con "chiacchiere e distintivo".
Solo quello sono: chiacchiere e distintivo.
Però lei mi sembrava eterna, avevamo deciso di comune accordo di intestarle l'Honda perchè il mestiere più rischioso era il mio.
Invece io sono immeritatamente ancora qui e lei non c'è più.
Solo come un idiota che non sa da che parte girarsi.

Sei solo chiacchiere e distintivo!
Vabbè, ho riempito comunque il frigo (che peraltro dovrei sbrinare, ci proverò domani), ho lasciato qualche istruzione.
Mi fido abbastanza di loro ma è presto per navigare da soli.
Come fare per rendere il capitano più presente dopo la scomparsa dell'ammiraglia?
Penso che soluzioni a breve non ce ne siano.
Sapevo, sapevamo che sarebbe stato difficile, tuttavia la realtà è sempre peggiore dell'immaginazione.


Perchè ogni giorno viene sera, amore mio? 
Com'è difficile vivere senza di te.
Mi manchi.

giovedì 10 novembre 2011

Sette e trentuno, game over.

Stamattina avevo una sveglia alle 7.31'.
Come se potessi dimenticarmi di dov'ero e cosa è successo un mese esatto fa.
Alle 7.28' le avevo fatto togliere l'ormai inutile mascherina, volevo accarezzare per gli ultimi minuti il suo viso, non plastica.
Tutto l'ossigeno del pianeta non le sarebbe servito, le avrei dato anche il mio senza esitazione.
In quei 3 minuti avrà respirato si e no una decina di volte, il suo forte cuore era impegnato in una battaglia ormai senza speranza.
Io ero diviso, una lightsaber rovente mi affettava in 2 perfette metà.
Una diceva: riposa amore mio, hai combattuto abbastanza, riposa ora.
L'altra, attendendo il prossimo respiro che tardava ad arrivare, la scongiurava: fammene un altro amore mio, ancora uno, non può finire, non deve finire...
E' andata avanti così per 3 lunghissimi minuti.
Non so cos'abbia avuto di diverso l'ultimo rantolo per farmi capire che era quello definitivo ma lo riconobbi.
Riflesso corneale assente.
Game over.
Un pezzo di me moriva con lei e niente ma proprio niente potrà mai restituirmelo.
Perlomeno è andata nel modo giusto, ero con lei e si è arresa tra le mie braccia.
Soli io e lei.
2 ore prima avevo rimandato a casa il Primo Ufficiale e Woody, la sorella presente.
Fu il nostro amico Niq a tenerle la mano per penultimo tra le 6 e mezza e le 7 mentre io telefonavo, twittavo, bevevo un caffè e piangevo come un vitello sgozzato.
Poi i ricordi si fanno confusi.
Le ore successive si mescolano con quelle dei giorni seguenti in un unico incubo.
Il mondo si è fermato alle 7.31' del 10 Ottobre del 2011.







Poi purtroppo è ripartito.
Il futuro si presenta generoso di domande ed avaro di risposte.
Posso contare su tante persone che hanno amato la mia Wiz ed amano me coi 3 sopravvissuti.
Questo mi impedisce di raggiungerla.
Umanamente e razionalmente non posso proprio aggiungere sangue a lacrime.
Aspetterò.
Sono in missione per conto di Wiz.





Proprio mentre scrivevo, il Primo Ufficiale mi ha informato che nella metropoli (non so dove, c'entrano i suoi ex-compagni delle superiori) stasera si terrà una messa in suo ricordo. O forse si dice suffragio.

Quanto è scialbo il mondo senza te, amore mio.
Mi manchi ogni giorno di più.
Mio unico amore.


Aggiornamento prima di andare a dormire: ho sentito il Primo Ufficiale in trasferta.
Premessa, Wiz frequentò un Istituto d'Arte religioso che solo stasera ho scoperto essere chiuso da tempo.
Lo hanno riaperto per celebrare la messa nella cappella interna.
Solo per lei.
Direi che non c'è niente da aggiungere.


lunedì 7 novembre 2011

Umiltà in versione originale.

Grazie Signore per avermi insegnato l'umiltà.

Questa frase è per me ricorrente ogni volta che cerco di sollevarmi dal pantano in cui regolarmente e non da oggi mi trovo.
Ieri pontificavo di nuove vite, ricostruzioni e balle varie.
Stanotte ho sbattuto il naso contro la realtà.
Mi alzo alle 3 per bere e vedo una chiazza d'acqua nei dintorni della lavastoviglie.
Stropiccio gli occhietti e capisco che quello è il punto d'arrivo e non di partenza.
Cominciava dal freezer.
Ristropiccio gli occhi e la spia verde che abitualmente fa una flebile luce da sembrare spenta è realmente spenta.
Accipicchia! ("Cazzo!" nella versione originale, ndt)
Ma come? Perchè?
Ok, ci siamo, ho fatto casino tra le spine della friggitrice e quella del congelatore ed è quest'ultima ad essere restata staccata.
Accidenti! ("Merda!" nella versione originale, ndt)

Il mio primo pensiero è stato: quando si sveglia glielo racconto.

Già.

Cosa racconto a chi?

Soprattutto cosa racconto a me stesso?



Vabbè, ci penserò dopo, prendo il mocio ed asciugo parte del lago, riattacco l'elettrodomestico senza il congelamento rapido almeno per bloccare lo scioglimento dei ghiacci e torno a letto.

Torno a letto e piango quelle lacrime che ero riuscito ad evitare qualche ora prima.

Ma dove voglio andare?
Cosa voglio fare?



Stamattina ho portato a Lorella un borsone pieno di alimentari dalla temperatura incerta, ci penserà lei a salvare il salvabile e cucinare il cucinabile.
Ho riconsegnato alle vigilesse il contrassegno parcheggio invalidi, siamo riusciti ad usarlo meno di un mese.

La mia ora d'aria sul web è finita.
Devo ancora lavare il pavimento, fare la spesa, varie ed eventuali e lavorare per i 30 denari.
Altro che pensare ad una nuova vita, meglio prima non mandare ad escort (puttane nella versione originale,ndt) quella che ho adesso.




domenica 6 novembre 2011

Solo il tempo. (Insight reloaded)

Così non posso andare avanti.
Sono stufo di piangere.
Lo sto facendo anche ora.
Per ciò che vale ciò che leggo su internet sono sulla strada della depressione e non posso permettermelo.
Maledetti obblighi e maledetto il mio senso del dovere.
La gestione casa/lavoro mi occupa tempo ma la vita non può essere tutta qui.
Non lo era prima, dovrà tornare a riempirsi di contenuti.
Purtroppo uno dei peggiori incubi si è realizzato: il mio lavoro era sostenibile con una solida famiglia alle spalle. Turni stabiliti settimanalmente e perennemente modificabili in corso d'opera annullano quasi ogni possibile vita sociale. Tante feste passate lontano, notti, estati...
Però devo provarci.
Si... ma provare a far cosa?
Ho paura a dirmelo io stesso.
E' così complicato, troppi sentimenti si accavallano...
Non sono neanche sicuro di riuscire a farcela in questo post, ci giro intorno ma non ho il coraggio di scriverlo.



Ci provo?
Ok... 3,2,1...
Vorrei conoscere un'altra donna.
Va bene, l'ho scritto. E adesso?
I problemi restano tutti.
In primis quelli logistici descritti sopra. Il mio amico Niq, divorziato, ci ha provato e pur potendo contare su qualità che ritengo migliori delle mie non ci è ancora riuscito. E' un grand'uomo pur se di taglia M, fisicamente e di salute è messo meglio di me, un bel paio di occhi chiari che però non hanno ancora perforato il cuore di nessuna.
Vero è anche che non posso parametrare la mia vita su quella di nessun altro, quindi ignoriamo questo fattore.
Il problema è tutto mio.
Se devi uscire con una donna che non è tua moglie devi toglierti l'anello alla mano sx altrimenti si comincia male. Nessuna merita di essere la ruota di scorta di un'altra.
Moralmente ne sarei legittimato, la maledetta morte mi ha sciolto dal patto di fedeltà ma già so che quello sarà il momento più difficile.
Vabbè, lasciamo perdere, con queste premesse non vado da nessuna parte.
Non voglio riempire un letto (per quanto mi farebbe bene, diciamolo) ma ho bisogno di parlare con qualcuna accarezzandole la mano.
Lei non c'è più, la prossima se esiste dovrà avere tanto coraggio e pazienza.

Enya è un angelo.

Ad essere sinceri un inizio c'è.
Si tratta di un'esercitazione a salve, lei è una webfriend che ha subìto l'esperienza della vedovanza precoce.
Non abbiamo stabilito né data né luogo però ci siamo ripromessi di incontrarci.
Credo anche che sia occupata quindi non sarà assolutamente un appuntamento galante.
Da qualche parte bisogna pur cominciare.
Ed io devo, voglio ricominciare.
Non so se sarò ancora un marito ma i 3 hanno bisogno di un padre in forma.
Maledetto senso del dovere.

Ma mi stai guardando amore mio?


venerdì 4 novembre 2011

Guardia e ladro. (Donne, Amori e altri Guai: Parlami ancora)

Non volevo scrivere niente stasera.
Direi che il mio senso di vuoto è ormai chiaro.
Provo a tenere a bada i sensi di colpa ma qualche rimorso nuovo appare puntualmente.
Qualche rimpianto. Tanti.
Nessuno sostituisce quello precedente, si sommano aritmeticamente.
Ok, dò solo un'occhiata alla blogroll e poi lascio il pc alla Bimba... alt, CosmoGirl ha scritto qualcosa... click.
Leggete anche voi.
Avrei potuto scriverlo io, l'ha fatto lei e meglio.


Donne, Amori e altri Guai: Parlami ancora: Ora ti vengo a trovare nella tua nuova casa, anche se qui fa più freddo ma il tuo volto è sempre lo stesso. E forse ancora mi ascolti quando...



Stasera non faccio la guardia, stasera rubo parole.
Lo chef consiglia anche la soundtrack.




Invece no
qui piovono i ricordi
Ed io farei di più di ammettere che è tardi
Come vorrei…
Potere parlare ancora, ancora
E invece no!
Non ho!
Più tempo per spiegare
Che avevo anch’io, io!
Qualcosa da sperare davanti a me
Qualcosa da finire insieme a te.

Grazie CosmoGirl.


giovedì 3 novembre 2011

Assenze. (wait & see II)



Io come un albero nudo senza te
senza foglie e radici ormai
abbandonata così
per rinascere mi servi qui non c'è una cosa che non ricordi noi
in questa casa perduta ormai
mentre la neve va giù
è quasi Natale e tu non ci sei più

E mi manchi amore mio
tu mi manchi come quando cerco Dio
e in assenza di te
io ti vorrei per dirti che
tu mi manchi amore mio
il dolore è forte come un lungo addio
e l'assenza di te
è un vuoto dentro me
perchè di noi
è rimasta l'anima
ogni piega, ogni pagina
se chiudo gli occhi sei qui
che mi abbracci di nuovo così
e vedo noi stretti dentro noi
legati per non slegarsi mai
in ogni lacrima tu sarai per non dimenticarti mai

E mi manchi amore mio
così tanto che ogni giorno muoio anchi'io
ho bisogno di te
di averti qui per dirti che

Tu mi manchi amore mio
Il dolore è freddo come un lungo addio
e in assenza di te
il vuoto è dentro me

Tu mi manchi amore mio
e mi manchi come quando cerco Dio
ho bisogno di te
il vuoto è dentro me

Grido il bisogno di te
perché non c'è più vita in me
Vivo in assenza in assenza di te. 





Non passa.
Il dolore non accenna a diminuire. Questi 24 anni si sono confusi in un calderone e le uniche immagini che mi tornano in mente sono quelle della sua agonia e di quella cassa chiusa.
La mente riesce a staccare ogni tanto ma i flashback ritornano.
Più volte. 
Ed ogni volta una lightsaber affonda rovente tra le mie carni.
Soprattutto dopo aver saputo cose di lei che ignoravo.
Portava un peso da sola per sollevarlo dalle mie spalle ed io non mi sono accorto di nulla.
Questo rimorso mi perseguita ancora di più della stessa perdita e dovrò conviverci ma niente assoluzione per me.


Kowalski
Accompagnando Kowalski a scuola stamattina eravamo in anticipo.
I: - siamo in anticipo, vuoi aspettare 5 minuti?
K: - come vuoi tu.
I: - l'ho chiesto a te..
K: - aspettiamo.

Pessima idea o forse no. Un po' di lacrime sono sgorgate in silenzio dagli occhi di entrambi.


I: - è difficile piccolo mio, è tanto difficile.


I 5 minuti sono passati, scende dall'auto e si incammina verso scuola. Immagino a capo chino, non sono riuscito a guardarlo mentre si allontanava.
Piccolo grande Padawan, toccherà indegnamente a me completare il suo addestramento e non solo il suo.
La Forza scorre potente anche negli altri due, il Primo Ufficiale è già una realtà, la Bimba/cuoca mi sfugge un po' di più per motivazioni tecniche e logistiche. So che posso già ragionevolmente fidarmi ma 17 anni sono sempre 17 anni, accipicchia.
Qualcosa inventerò.

Inventare, già.
Dovrò reinventare anche me stesso.
Piangere Wiz mi fà compagnia in questi giorni ma voglio che nei prossimi mesi od anni il suo ricordo mi faccia aprire un sorriso.
Perchè ciò accada ho bisogno di vedere una luce in fondo al tunnel, qualche progetto ce l'ho, wait & see.
Il futuro non è scritto.

Ti amerò sempre Wiz.
Se qualcun'altra avrà il coraggio e la pazienza di fare un pezzo di strada con me non ti sostituirà.
Farà un pezzo del tuo lavoro e tu potrai finalmente riposare.
Se.

Mi manchi.

Dopodomani è il 5 novembre e fa solo più male. un anno dopo

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