Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

mercoledì 26 marzo 2014

Nulla.

No, non me ne sono andato, non è successo nulla che mi abbia tenuto forzatamente lontano dal blog.
Niente di paragonabile alle mie 2 webfriends che innamorate stanno ricalibrando la propria vita qui e qui.
Non è successo niente, appunto.
I giorni, le settimane, i mesi passano, ormai anche gli anni sono un'unità di misura da utilizzare.
Per questo non dico nulla, non c'è nulla da dire.
Ordinaria amministrazione.
Il cucciolo Kowalski si sta ambientando nella metropoli, si sta togliendo qualche soddisfazione scolastica che qui non trovava ma credo non solo quelle.
Temo che in quei minuti in cui riuscirò ad incrociarlo durante il weekend troverò un ragazzino non più completamente tale.
Se sarà così, bene.
Manca ancora la piccola ad acquisire qualche kg di indipendenza ma quando questo accadrà, la prima importante parte del nostro lavoro sarà compiuta.



Io?
L'ho già scritto, mi lascio scorrere addosso il tempo.
Nessuna prospettiva all'orizzonte, procedo per inerzia.
Navigo, cerco di limitare i danni delle tempeste ma tutt'intorno solo acqua, nessun approdo.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=375242849285524&set=o.157753457593916&type=1


Mah.




Mi manchi.





4 commenti:

  1. La foto è bellissima.
    Bellissima.
    Ho pianto, posso dirlo? Le mani, il modo in cui vi tenete le mani.
    Hai tanto da insegnare.
    Tipo che le seghe mentali sono una cosa da veri idioti. Rimboccarsi le maniche e avanti, questo mi hai insegnato oggi.

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    1. La foto nell'header, immagino. Il bombardiere russo tra le nuvole non ha le mani.
      Farti piangere non era nelle mie intenzioni, giuro.
      Una foto del 2010, solo un paio di mesi dopo si sarebbe palesato il demone che me l'ha strappata.
      Assieme a quella sul Lussari col team al completo è l'immagine di noi che preferisco.
      Non eravamo perfetti, non era una favola Disney, ma avremmo finito insieme il lavoro cominciato.
      In un certo senso è andata così... "finché morte non vi separi..."
      Ora gioco su 2 tavoli, ricostruire me ed accompagnare i ragazzi, puoi immaginare quale sia prioritario.
      Spero di essere all'altezza su entrambi.
      Ah, comunque ho poco da insegnare ad una maestra... ;-)

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  2. ti conosco con questo post e non oso commentare perchè avverto l'intensità dello struggimento interiore e della capacità delle tue emozioni... per questo non dico altro <3

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