Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

lunedì 2 luglio 2012

Non aprite quei cassetti.

Tutto procede come da routine più o meno.
Soffro lo stesso vostro caldo.
Kowalski è partito per le risaie ed il Primo Ufficiale lavora e suda nella metropoli.
Siamo io e la piccola.
Ne approfittiamo per riordinare un po' più a fondo.
Io non troppo a fondo però.
Ho ritrovato il suo diploma di Maestra d'Arte, lo incornicerò, ed un attestato da cui si evince che nel 1971 è arrivata seconda in un concorso nazionale di ricamo.
La Canon AE1 che pensavo a Milano.
Una videocassetta di un concerto di Guccini mai aperta.
Un libro di Stephen King
Una marea di lavori e lavoretti dei ragazzi.
3 cassetti pieni che ho richiuso come stavano.




Per ora sto cercando di convincermi che mi basto da solo.
Cioè senza di lei.
Ogni tanto funziona.
Non garantisco di che umore sarò il 9 cioè nel 25° anniversario di quella sera a Cernobbio quando tutto ebbe inizio.
Come va il 10 si sa.
Perdipiù sarà anche il compleanno del primogenito.
Inutile intristirsi ora.


Seduti come bersaglio
Seduti in attesa
Non prevedendo
Niente
Niente

La vita
È piena di sorprese
Non fa pubblicità a
Niente
Niente

Cosa sto cercando di fare?
Cosa sto cercando di dire?
Non sto cercando di dirti niente
Che non sapevi
Quando ti sei svegliato oggi

Seduti come bersaglio
Seduti in preghiera
Dio non sta dicendo
Niente
Niente

Sempre
Conosce le prospettive
Ha imparato a non aspettare
Niente
Niente



Devo andarci la mattina presto al campo 4D, i moscerini mi rendono la vita impossibile.
Erano sbocciate 8 rose, ora stanno appassendo, speriamo facciano un altro giro.
I garofani proseguono senza infamia e senza lode ed ogni tanto spunta qualche fiore nuovo e strano.
Ce n'è uno in boccio grosso e a palla, voglio proprio vedere come sarà.


Mi manchi amore mio.



10 commenti:

  1. Quando immagino la tua storia penso che il dolore che porto dentro è davvero poca roba...

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    1. Ciao WI, è una frase che mi viene detta fin dall'inizio della malattia. Probabilmente contiene anche un fondo di verità.
      Però la mia risposta non cambia mai: non si possono vivere le vite degli altri, non si possono stilare classifiche del dolore. Tu come tutti gli amici che mi hanno supportato finora puoi solo parametrare la tua vita su standard unici e personali.
      Ciò non toglie che senza la vicinanza di tutti questi webfriends avrei avuto difficoltà molto maggiori nel tirare avanti.
      Uffa, altre volte l'ho spiegato meglio.
      Ora mi sono incartato.
      Riprovo: il tuo dolore non è meno forte del mio è solo diverso.

      Stamattina le parole non vengono fuori bene.
      Scusa.

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    2. Non è che voglia fare una classifica del dolore, è solo che faccio fatica ad accettare il mio destino, mi chiedo se sarei stato in grado di accettare quello che è capitato a te. Tu non solo hai perso il tuo amore, ma hai la responsabilità di altri amori (i tuoi figli) sulle spalle. Qualunque cosa tu faccia devi dare loro conto, non che sia un peso, ma credo un'enorme responsabilità. Semplificando e, perdona il francesismo, ci vogliono due coglioni così!

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    3. Eppure ce la faresti come ci sto riuscendo io come c'è riuscito finora l'amico gattonero del commento sotto.
      Nel pieno della mia tempesta, una diversa ma di dimensioni comunque epocali si è abbattuta sulla sua schiena.
      Via web ci siamo sorretti a vicenda ed abbiamo continuato a navigare, vele strappate, imbarcando acqua ma siamo ancora in mare.
      Quindi ovviamente mi auguro solo cieli sereni per te ma se dovesse capitare la spunteresti anche tu.

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  2. Le forme del dolore sono sempre soggettive. Si partecipa, ci si immedesima nel dolore di coloro cui vuoi bene, ma non sarà mai la stessa cosa. Dici bene: non esistono classifiche del dolore. In fondo vale l'iperbole: tu soffri alla morte, ma io che ti sono vicino non sento niente, partecipo al tuo dolore per riflesso condizionato, e penso che questo sia dolore simile al tuo. Il web dà un vantaggio: che se, pur da lontano, gli occhi ti si gonfiano, puoi lasciare correre il pianto senza bisogno di nasconderlo dietro lenti scure, o sentire l'obbligo di fermarlo in nome di un pudore che il rapporto diretto quasi ti impone.
    Un abbraccio, spero che le rose tengano duro e che quel nuovo boccio sia una bella sorpresa. Sicuramente piacerà anche a lei.

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  3. E' vero gattonero... quante volte ho scritto piangendo... ma gli altri non mi vedono. Il blog è servito molto anche a me, per sfogarmi quando ho le giornate "nere". Soffro di solitudine, un vecchio dolore che non mi dà pace, anche se in apparenza tutto va bene, non dovrei lamentarmi...
    Stefano, non si può fare una classifica, ma penso che il tuo è molto recente, ancora vivo dentro di te, difficile da sconfiggere dall'oggi al domani... Perdonami ho fatto un gran casino. Un abbraccio affettuoso. Ale.

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    1. Ciao Ale, sarà la confusione di quei cassetti che si è trasferita qui.
      Ciò che so per certo è che questo angolino offerto da Google è stato fondamentale.
      Alcuni relativamente vicini a me hanno storto il naso ma quelli più vicini (i ragazzi) no.
      Questo mi basta.
      Ora non ho capacità di prevedere come si svilupperà la mia vita futura ma sono orgoglioso di quella passata.
      Con tutti i nostri chiaroscuri quel quarto di secolo con Wiz, prima fidanzata e poi Sposa resta una pietra angolare.

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  4. Col tempo il dolore e i ricordi si stemperano un pochino, ma non svaniscono.
    Tu tienili caldi più che puoi, senza dimenticarti però di vivere

    Ti abbraccio

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    1. Ciao Charlie, diciamo che il tempo sta cominciando a fare un po' il suo dovere.
      Il Suo ricordo si stà stabilizzando e questo fortifica anche me.
      Non c'è più la necessità impellente di colmare il vuoto lasciato da lei.
      Resta ma meno urgente.
      Detto questo, wait & see.

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