Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

sabato 6 agosto 2011

Il giorno di Enola Gay.

Il 6 agosto 1945 sembra così lontano.
In effetti lo è ma tutto ciò che siamo oggi dev'esser pur partito da qualcosa.
Nel mio piccolo ricordo una discussione sul blog di bisiacaria.com con un utente a nickname "destroyer" sull'opportunità e le motivazioni dello sgancio del primo e probabilmente penultimo ordigno nucleare sganciato in guerra (probabilmente perchè voci in rete dicono che anche le truppe di Saddam potrebbero aver assaggiato una piccola testata tattica nell'ultima guerra in Iraq).
In una discussione incredibilmente pacata, bisia era un luogo di grandi passioni, discutemmo di opportunità politiche e sentimenti dell'equipaggio che si occupò materialmente del lavoro.






Le questioni politiche sono ormai materia per gli storici ed a mio avviso assodate: gli USA non avrebbero potuto vincere sul Giappone se non a prezzo di grandissime perdite, bisognava terminare quella guerra per dedicarsi ad evitare la prossima, quella contro l'URSS.
Per cui si parlò ad Hiro Hito perchè Stalin capisse.
Fu l'inizio della guerra fredda, quell'equilibrio del terrore che sarebbe durato nel bene e nel male fino alla caduta del muro di Berlino, semplificando.
Tuttavia non era sui grandi sistemi che la discussione verteva bensì sul personale: tu, pilota dell'Enola Gay, l'avresti sganciata quella bomba?



Beh, io si.
Non è neanche questione di "obbedire agli ordini", questa motivazione non è stata ammessa come valida nella farsa di Norimberga.
La scelta è quella antica: bene vs. male.
Siccome anche questi concetti, ahimè, sono relativi si tratta di scegliere il proprio bene, quello della propria famiglia-comunità-nazione e se questo significa il male per gli avversari... pazienza, è nell'ordine naturale delle cose.
Non riuscii a far passare questa visione.
Spesso mi sono chiesto cosa pensassero le persone che oggi consideriamo criminali, dai comandanti dei campi di sterminio fino al Generale Mladic.
La risposta non mi è piaciuta.
Così, seduto al pc, penso che potrei fare quello che hanno fatto loro se lo ritenessi necessario.
Perchè se temessi di perdere ciò che amo, la mia terra, la mia identità o chissà che altro di importante farei qualsiasi cosa per evitarlo se ne avessi la possibilità.
Per cui sgancerei la bomba.
Tu chiamalo, se vuoi, Lato Oscuro.

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