Il posto più buio è sotto il lampione.

Diario di una guerra perduta.

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The lightsaber is on.

giovedì 13 ottobre 2011

No pc no party.

Almeno fino a domenica non riuscirò a mettermi al pc come vorrei
quindi affido anche stasera qualche riflessione al telefonino. Da
lunedì u.s. sono ufficialmente vedovo. Lo scrivo per imprimermelo bene
in testa. In realtà ancora non ci credo. Cioè, lo so che è vero però
mi sembra così assurdo pensare che la mia Wiz non c'è e non ci sarà
mai più.. In molti mi hanno detto che ora è in un posto migliore ma
nessuno è stato realmente convincente. Troppo fresche le immagini
della sua agonia. Troppo freddo il gelo di quel frigorifero e troppo
profondo il buco in cui è stata calata verso la mezza. I particolari
di questa giornata irreale li condividerò in un post apposito. La vita
continua dicono. Vero solo parzialmente. Nei prossimi giorni ne
comincerà una nuova che già si prospetta più difficoltosa e meno
stimolante della prima. Sempre per fissarli qui aggiungerò alcuni
flash che mi riprometto di sviluppare in seguito: 1) noi condividevamo
tutto però qualcosa che non sapevo è saltato fuori, in maggior parte
buono. 2) Il nostro amico Niq è restato sconvolto dalla tragedia più
di quanto fosse lecito aspettarsi. 3) altri amici che nei tempi
normali si sentivano relativamente poco, tutti noi presi dalla
routine, ci hanno manifestato un sincero affetto e vicinanza anche
pratica. 4) ho avuto mio fratello così vicino come non mai nei 46 anni
precedenti, senza di lui non avrei saputo come fare. 5) anche il
supporto della famiglia lato wiz è stato determinante pure se con una
macchia che non metterò su google. Questi punti sono una piccola parte
di ciò che mi è passato per la mente in questi giorni, oggi in
particolare e comunque sono in ordine casuale. Ce ne saranno altri,
il blog non morirà con lei. Già, perché lei è morta. Morta. Morta.
Potrei ripeterlo all'infinito senza crederci. Ora proverò a dormire un
sonno che già so popolato da incubi. Quanto mi manca! Era lei, era
l'unica, era quella giusta. Era la mia sposa, la madre dei nostri
figli ed infatti solo la morte ce l'ha fatta a separarci. Avrai freddo
amore mio? Io si. Aspettami, finisco un po' di cose qui poi saremo di
nuovo insieme. Spero. Non credo ma spero.
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*Stefano.*

lunedì 10 ottobre 2011

É finita.

Ora riposa. Per sempre.
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Inviato dal mio dispositivo mobile

*Stefano.*

2.0

Rapido e irreversibile peggioramento. Lo scrivo qui non per
esibizionismo ma perché devo convincermene io per primo. Non ci posso
ancora credere. Lei sta ancora facendo un respiro ogni 3 o 4 secondi.
Il suo grande cuore non vuole mollare. Ad una mano c'è una sorella,
all'altra ci alterniamo io e il primogenito. Sembra stupido ma sono a
prendermi un caffè e scrivo. Scrivo di lei che non si arrende mai.
Scrivo che in quello che credo sia stato l'ultimo barlume di coscienza
sono riuscito a dirle che mi ha reso felice. Che è stata unica,
meravigliosa ed insostituibile. Mi ha stretto la mano, non era uno
spasmo. Questi 24 velocissimi anni li rimpiangerò finché vivo. Ora è
una lenta agonia. 12 litri al minuto di ossigeno non riescono a
portare la saturazione oltre 90 ma continua a correre con 100
pulsazioni. Altri particolari li evito. Un dato certo è che niente
sarà più lo stesso. Mai.
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Inviato dal mio dispositivo mobile

*Stefano.*

domenica 9 ottobre 2011

Lacrime nella pioggia.

Aggiornamento: dorme. Dorme del suo sonno oppiaceo relativamente
tranquillo. Così non dovrebbe sentire dolore. Avevo già scritto molto
di più quando il telefono ha deciso di resettarsi e non avendo il
salvataggio automatico è svanito tutto come lacrime nella pioggia. Ora
sono con lei e conto di restarci il più possibile compatibilmente con
le esigenze del mondo esterno.
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Inviato dal mio dispositivo mobile

*Stefano.*

L'oscuro fiume del tempo.

Ieri mattina verso le 8 sembrava che tutto dovesse compiersi in
mattinata. All'ora in cui scrivo la situazione pare stabile. A pochi
centimetri dal fondo ma la caduta sembra rallentare. Un alto dosaggio
di morfina mitiga parzialmente i dolori ma nulla può per far ripartire
il polmone ormai irrimediabilmente collassato. Il respiro è sempre più
pesante. Ogni tanto come massima imprecazione le scappa un "uffa", io
avrei maledetto l'intero universo. Mi stringe la mano, vuole un bacio,
prova a sorridermi. Benvenuti all'inferno dove facile è l'entrata e
invisibile l'uscita.
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Inviato dal mio dispositivo mobile

*Stefano.*

venerdì 7 ottobre 2011

Scorrono i titoli di coda.

Il Lato Oscuro su tutto la sua ombra distende. Prudente devi essere quando il futuro tu vedi.

Così diceva il maestro Yoda ad Anakin Skywalker a proposito delle visioni riguardanti la morte di Padmè.
Più o meno.
Ora io non ho visioni, la realtà è sotto i miei occhi.
Un repentino aggravamento me l'ha fatta ricoverare poche ore fa.
Prima la visita della nostra dottoressa poi il 118.
Versamento pleurico, un bronco bloccato, varie ed eventuali, insomma sta collassando tutto lì dentro.
Domani ad Udine o Trieste in pneumologia vedranno di metterci una pezza.
L'ho lasciata con 5 litri d'ossigeno al minuto e 1/2 fiala di morfina ogni 4 ore.
Ma era lei a fare coraggio a me.
Tuttora le lacrime mi scendono copiose ma cerco di trattenerle nel caso uno dei 2 pargoli si svegliasse.
Già perchè come glielo dico a questi 2 ed a quello in trasferta che restano pochi giorni o al massimo settimane?
Che la mamma non mangerà il panettone?
Io non posso, non voglio, non riesco ad immaginare la mia vita senza di lei.
Solo il fatto che ci sia chi ha bisogno di me impedisce di seguirla.
Però non posso, sarebbe troppo facile.
Egoistico.
Lei non vorrebbe ed io ancora una volta le darò ascolto ma con quale difficoltà.
E ancora piango.
Dico che non è giusto.
Dico che avevamo il diritto di fare ancora tante cose insieme.
Doveva portarne 2 all'altare.
Sarebbe stata una brava nonna.
Invece niente.
Non è giusto.
Non se lo meritava.
Non ce lo meritavamo.


Se Dio ha un piano grandioso
Che soltanto Lui conosce
Spero che stia guardando attraverso i vostri occhi.

( Depeche Mode, Precious. Traduzione di 013)

Già, perchè io vedo solo dolore e sofferenza.
E non me ne frega un accidente se la rivedrò nell'altra vita (forse), io la volevo in questa.
I nostri figli ne avevano bisogno in questa.





Quando finisce un amore così com'e' finito il mio
senza una ragione ne' un motivo, senza niente
ti senti un nodo nella gola,
ti senti un buco nello stomaco
ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente
e non ti basta più un amico e non ti basta più distrarti
e non ti basta bere da ubriacarti
e non ti basta ormai più niente
e in fondo pensi, ci sarà un motivo
e cerchi a tutti i costi una ragione
eppure non c'e' mai una ragione
perché un amore debba finire
e vorresti cambiare faccia, e vorresti cambiare nome
e vorresti cambiare aria, e vorresti cambiare vita
e vorresti cambiare il mondo
ma sai perfettamente
che non ti servirebbe a niente
perché c'e' lei, perché c'e' lei
perché c'e' lei, perché c'e' lei
perché c'e' lei nelle tue ossa
perché c'e' lei nella tua mente
perché c'e' lei nella tua vita
e non potresti più mandarla via,
nemmeno se cambiassi faccia
nemmeno se cambiassi nome
nemmeno se cambiassi aria
nemmeno se cambiassi vita
nemmeno se cambiasse il mondo
però, se potessi ragionarci sopra
saprei perfettamente che domani sarà diverso
lei non sarà più lei
io non sarò lo stesso uomo
magari l'avrò già dimenticata
magari se potessi ragionarci sopra
e se potessi ragionarci sopra
ma non posso, perché ...
quando finisce un amore ......

Ora proverò a dormire, sono quasi le 2.
Difficile.
Alle 6 dovrò spiegare qualcosa alla Cuoca poi alle 7 c'è da attivare Kowalski.
I gatti, loro sì che hanno capito.
Skywalker mi ha già miagolato il suo dolore, JarJarBinks è accoccolato sui miei piedi.
Chiamatele bestie, se volete.


domenica 2 ottobre 2011

Il posto più buio è sotto il lampione.

Il posto più buio è sotto il lampione scrivevo il 16 settembre 2010.
E' passato più di un anno dall'apertura di questo blog e la ricorrenza mi è sfuggita.
Non so cosa sarebbe diventato questo spazio se tutto avesse continuato a svolgersi nella tranquilla routine.
Ho riletto le pagine fino a quel maledetto 6 novembre ed ho notato qualche post di attualità, qualcuno di lavoro, qualcuno sulla mia salute, Star Wars, un po' di musica ma quelli sul mio amore per Wiz c'erano già.
Poi c'è stato fa solo più male, come un terremoto, come un undicisettembre, la mia/nostra vita è cambiata.
Il blog che di questa vita è il diario ne ha annotato lo scorrere inevitabile verso un inferno che non è ancora completamente arrivato ma del quale le fiamme già scottano parecchio.
Qui ho trovato bellissime persone che relmente mi accompagnano nell'accidentato percorso quotidiano.
Non cito nomi per non far torto a nessuno, ogni pacca sulla spalla è stata apprezzata.
Ogni abbraccio annotato ed ogni bacio ricambiato.
Ricordo solo 2 commenti spam, uno eliminato ed uno talmente ridicolo da meritare di esser lasciato là.



Era un po' che mi tenevo questo video/soundtrack in saccoccia, ci sono panorami tutti diversi.
Quelli che vedete dalle vostre finestre pur essendo qui con me.
Grazie amici, ora come ora non saprei fare a meno di voi.
Anche se Blogger mi fa arrabbiare sostituendo/peggiorando la struttura delle pagine devo ringraziare anche loro.
Menzione speciale per coloro con cui chiacchiero anche su Twitter e Googlechat, chi sa sa.